A seconda di quanti ne darai a ciascun commensale questa ricetta ti servirà come entrèe, come secondo e anche come intermezzo fra due piatti più gravosi, come risparmio e preparazione per lo stomaco.
Per quattro persone ci vorranno otto etti di gamberi (se servito come secondo).
Li dovrai bollire: e qui incomincia il difficile. Il bello sarebbe poter avere la sonda dentro il gambero, ma non si riesce. Considera che a 55 °C il gambero è cotto. Quindi, dato che l'acqua bolle a 100 °C non si parlerà di minuti ma di secondi. Variabili in gioco: dimensioni dei gamberi (i gamberetti fanno ovviamente prima) e abbassamento della temperatura dell'acqua legato alla quantità di gamberi che ci si butta dentro. Per cui io li ho cotti a mestolate, che poi ho tirato su col ragno, meno di un minuto.
Se proprio hai da perdere del tempo (oh, fortunato umano!) potresti farti il court-bouillon, che sicuramente male non gli farà: quindi ecco la preparazione di Pellaprat.
Due litri e mezzo di vino bianco secco e pari quantità di acqua, 50 grammi di sale, cinque scalogni tritati, 4 etti di cipolle e 4 di carote, tritati, 75 grammi di gambi di prezzemolo, un mazzetto di timo, una foglia di alloro. Mezzora di cottura, a 20 minuti aggiungi 15 grammi di pepe in grani. Semplice, no?
Ritorniamo ai nostri gamberi, che saranno pronti belli cotti. Dovrai metterli un'ora in una marinata così composta: il succo di un'arancia e quello di mezzo limone, uno spicchio d'aglio schiacciato, prezzemolo tritato, curry in quantità a piacere, due cucchiai di olio evo, sale e pepe.
Nell'ora che aspetti, oltre alle tante altre cose che ti si pareranno davanti avrai anche il tempo di sbucciarti la scorza di un'arancia a julienne, che metterai nei piatti di portata assieme a un ultimo filo d'olio.
Semplice, no?

