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Rifiuti in Sicilia, il PD ci riprova da Menfi

Creato il 13 ottobre 2011 da Menficambia @menfi_news

Rifiuti in Sicilia, il PD ci riprova da Menfi

Rifiuti in Sicilia, il PD ci riprova da Menfi

Si terrà Lunedì 17 ottobre 2011 alle ore 17:00 – presso l’Aula Consiliare di Menfi – l’iniziativa sul tema della gestione dei rifiuti organizzata dal Partito Democratico dal titolo Modificare la L. R. n.9/2010_Ai Comuni e ai cittadini il controllo sulla raccolta dei rifiuti”.

La legge regionale approvata nel marzo scorso – ma mai entrata in vigore! – Con la nuova legge il governo Lombardo intendeva chiudere la stagione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali,  per aprire quella delle Srr. Così facendo, la gestione dei rifiuti sarebbe passata dai 27 Ato alle 10 Srr (società di regolamentazione del servizio di raccolta), una per ogni provincia più una società per le isole minori.

In ambito di assunzioni, la legge rendeva nulle tutte le assunzioni fatte dai vecchi Ato senza concorso pubblico dopo il 2007 ed impediva alle nuove società di assumere nuovo personale per tre anni. Sui tagli al personale, l’assessore al ramo Russo, subito dopo l’approvazione della legge, aveva precisato che “Sarà garantito il lavoro ai dipendenti legittimamente assunti. Questa legge – ha concluso Russo – sia letta come l’ennesimo monito per ribadire che le furbate non vengono più sanate”.

Fortissime polemiche, però, avevano preceduto l’approvazione della legge regionale 9/2010: in particolar modo, soprattutto all’interno della maggioranza che sostiene Lombardo, pareri discordanti si scontrarono sulla norma “salva ato virtuosi”, costringendo Lombardo e Pier Carmelo Russo a ritirare l’emendamento che prevedeva il salvataggio degli Ato che avevano raggiunto almeno il 15% di raccolta differenziata.

LA POLEMICA INTERNA AL PD. Sulla norma salva “Ato virtuosi” il Pd era spaccato. Sul tema l’Aula si era impantanata per l’ennesima volta, fino a quando è intervenuto il governatore Lombardo chiedendo la sospensione della seduta per rasserenare gli animi.

Rifiuti in Sicilia, il PD ci riprova da Menfi
Ma voci di corridoio, al contrario, raccontavano di una riunione di gruppo tra i democratici – che pare si sia svolta nella sala lettura di palazzo dei Normanni – nel corso della quale si sarebbero alzati i toni e scaldati ulteriormente gli animi. In ogni caso, al rientro in Aula numerosi emendamenti sono stati ritirati e la legge è stata approvata senza l’allargamento ai quattro Ato “virtuosi” di Termini Imerese, Caltagirone, Sciacca, Mazara del Vallo.

All’indomani dell’entrata in vigore della legge, indicative dello scontro sembravano le dichiarazioni degli esponenti democratici:

“Finalmente si mette la parola fine ad un sistema, ereditato dai governi precedenti, che ha trasformato la Sicilia in una pattumiera a cielo aperto ed ha utilizzato gli Ato come strumenti di sottogoverno” – Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all’Ars –  “Avremmo preferito – ha concluso Cracolici – che questa riforma valorizzasse quegli Ato che in questi anni, nonostante le tante difficoltà, hanno lavorato bene garantendo servizi efficienti e tariffe equilibrate”.

Di segno opposto le dichiarazioni del deputato regionale PD Nino Di Guardo, in linea con quelle dell’ex Sindaco di Catania, il senatore democratico Enzo Bianco: “La riforma degli Ato Rifiuti è sicuramente necessaria, ma questa riforma cancella, contro ogni buon senso, le esperienze virtuose del Belice e del Calatino”. Lo afferma, dopo il via libera all’Ars della riforma sui rifiuti, il senatore del Pd Enzo Bianco, che aggiunge come “ancora una volta il governo regionale in nome di un presunto rinnovamento riesce a piegare le buone intenzioni ai giochi di interesse politico”. Bianco sostiene che “una riforma che non salva le eccellenze e non le prende a modello rischia di non essere una buona riforma” e che “il presidente della Regione assesta così un nuovo colpo alle punte di efficienza del Calatino, dopo il declassamento dell’ospedale e la soppressione dell’azienda ospedaliera, senza addurre ragioni chiare e trasparenti”. Bianco ritiene “quantomeno discutibile il mancato sostegno di larga parte del Pd all’Ars a difesa dell’esperienza di Kalat Ambiente” aggiungendo che “buttare al vento anni di risultati positivi e buone prassi non è un’azione intelligente” e manifestando il sospetto che “questo nuovo colpò sferrato alle amministrazioni del Calatino nasconda altri intenti molto meno nobili di quelli che hanno ‘ispirato’ la riforma”.

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Il deputato agrigentino Di Benedetto ha ottenuto l’approvazione di un emendamento che prevede delle misure compensative non solo per quei Comuni nel cui territorio ricade una discarica, ma anche per i Comuni limitrofi alle discariche o la cui area urbana è interessata al transito di mezzi che trasportano rifiuti. L’altro deputato del PD, Marinello, cugino del Presidente (ora commissario liquidatore Sogeir), non ha ottenuto l’approvazione dell’emendamento sugli ato virtuosi, tra cui proprio quello dei 17 comuni con a capo Sciacca gestito da Sogeir.

Infine il segretario provinciale del Pd di Catania Luca Spataro dopo il via libera all’Ars della riforma sui rifiuti: “Ritengo che nell’esame della riforma di riordino degli Ato si sia commesso l’errore gravissimo di non salvare l’esperienza delle società ‘virtuose’, cioé di quei modelli che hanno funzionato e che andavano preservarti”. Spataro osserva come “il Calatino in questi anni ha raggiunto una media di raccolta differenziata di ben 15 punti più alta di quella regionale” e definisce l’esperienza di Kalat Ambiente “un validissimo esempio per dimostrare come si può costruire nell’Isola un modello virtuoso di gestione integrata del ciclo dei rifiuti”. “Da questi modelli – sottolinea Spataro – si doveva ripartire per imparare, per emularne le prassi vincenti, invece si è deciso di fare tabula rasa di tutto buttando via il bambino con l’acqua sporca. Cambiare la Sicilia significa dare valore alle cose positive che ci sono, invece la mia impressione é che come al solito si voglia cambiar tutto perché tutto resti uguale”.

L’INIZIATIVA DEL PD A MENFI. Lunedì l’iniziativa del PD voluta dal terzo parlamentare regionale democratico della nostra

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provincia, Panepinto: “Modificare la L. R. n.9/2010_Ai Comuni e ai cittadini il controllo sulla raccolta dei rifiuti”.

Con quali presupposti?

Restituire ai comuni la gestione diretta del ciclo dei comuni, salvando, al contempo, gli investimenti fatti in termini di mezzi (autocompattatori, pulispiaggia, pale meccaniche, ecc..) e di strutture e impianti (discariche, impianti di compostaggio, isole ecologiche, ecc..) sarebbe la soluzione “ottimale” per un territorio virtuoso!

La Sicilia non può permettersi ancora compromessi al ribasso!

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