Riparare i viventi.

Da Mariellas


Titolo: Riparare i Viventi
Autore: Maylis De Kerangal
Casa Editrice: Feltrinelli
Traduzione: Maria Baiocchi e Alessia Piovanello
Non ero molto convinta prima di iniziare a scrivere il post.Sul parlarvene o meno. Perché dopo avere letto un libro intenso e terribile come questo, di sicuro sei così scosso dal sapiente e doloroso racconto che dubiti di te stesso. Di riuscire a  rendere con la stessa intensità quelle parole.Brucianti, dolorose e rabbiose. Ma vere e concrete come la realtà che abbiamo addosso. Esattamente come quella descritta; senza compromessi. Diagnosi e prognosi amare.Ventiquattro ore di vita di un gruppo di persone che il dolore e il caso unisce.E nello scorrere del tempo una miriade di domande che non troveranno mai riposta.Tre ragazzi. Un incidente stradale. Una difficilissima decisione da prendere.Tante famiglie, tante storie, in una girandola di emozioni cariche di dubbi che ti costringeranno a leggere il libro senza alcuna sosta.
"Quando il telefono ha suonato lei si era riaddormentata, immersa in un groviglio di sogni pallidi smorzati dalla luce del giorno e dallo stridore delle voci artificiali di un cartone animato giapponese alla tv - in seguito, vi avrebbe cercato dei segni, invano: più raccoglieva i ricordi, più il sogno si dissolveva, no restava niente di tangibile, niente che potesse dare un senso al cataclisma che si verificava a trenta chilometri da lì, nello stesso momento, nel fango delle strade - e non è stata lei a rispondere. ma Lou, sette anni, entrata in camera correndo per non perdere nemmeno un'immagine del cartone che guardava in salotto, e che ha semplicemente appoggiato il telefono contro l'orecchio della madre per poi scappare via alla stessa velocità, così che la voce nella cornetta, intrecciata ai sogni di Marianne, si alzava, insistente e alla fine, solo sentendo le parole la prego, mi risponda: è lei la madre di Simon Limbres? Marianne è balzata su nel letto, il cervello di colpo acceso dalla paura".
Quante domande  scaturiscono dalla lettura. Una storia che parla di morte e di rinascita.  Causa ed effetto fino ad arrivare ad una decisione, l'espianto degli organi per "riparare i viventi". Straziante percorso, immensamente complicato. 

Io lo farei? Voi lo fareste?
E poi la scrittura, ardita senza nessuna dolcezza.Decisa. Parole e sentimenti che ti arrivano addosso come sciabolate. Nessuna pietà.  Segui la vicenda immedesimandoti ogni volta in ognuno dei protagonisti. Comprendendone fino in fondo gli affanni, la debolezza, le speranze e l'immenso dolore.

Non conoscevo l'autrice Maylis De Kerangal.  Mi ha sorpreso con la lettura del brano che ho postato. Aprendo a caso il libro, come faccio di solito quando non conosco l'autore.Ho voluto scoprirne un po' di più. E' "antica". Niente Twitter, niente Facebook, niente web. L'unico suo mezzo di comunicazione e di interazione con l'esterno sono le mail. Dice che tutto il resto toglierebbe del tempo alla scrittura e lei questo non è disposto a barattarlo con nulla. E poi riesce a scrivere ovunque, in metropolitana, per strada, ma mai a casa propria. Piuttosto affitta una mansarda, una camera altrove. E butta giù tutto a mano, poi ricopia sul computer.Insomma mi piace. E nonostante l'amarezza con cui sono arrivata a comprendere vi dico che per me stessa, la scelta è già compiuta. E la lettura del romanzo non ha fatto altro che avvalorare la mia tesi.IO SI'.

Vi abbraccio.Note blibliografiche sull'autore.


Autrice francese. Sette romanzi pubblicati. 

Ultime pubblicazioni:

Riparare i viventi (2014) - Gran Prix RTL - Lire 2014. Prix Orange du Livre 2014. Prix des lecteurs de L'Express-BFMTV 2014. Roman des etudiants France Culture - Telerama 2014.

Nascita di un Ponte (2013) - Premio Médicis 2010. Premio Gregor von Rezzori 2014.




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