
In effetti è un autentico pranzo luculliano quello preparato da mama Betty e dalle sue figlie per gli ospiti in modo che il padrone faccia la sua bella figura.
E’ proprio devozione autentica.
Insieme alla delizie della fattoria e cioè a carni scelte di manzo cotte alla brace,a formaggi d’ogni genere, che farebbero andare in visibilio qualunque francese e ne provocherebbero semmai un’invidia smodata, a frutta esotica in abbondanza raccolta in mattinata fresca dagli alberi, la cuoca si è rifornita anche di pesce fresco, crostacei e molluschi dalla città.
E in città sanno bene come rifornire “The Sun” e non si permettono di fare sbagli.
Così Gustav e i suoi ospiti salgono rapidi in camera per una doccia veloce e Peter, invece, riceve su due piedi l’incarico di raggiungere l’aeroporto cittadino, il Songwe Airport International, per accogliere Henning e la sua amica francese, entrambi in arrivo da Dar es Saalam.
La conferma dell’arrivo, piuttosto che a Kurt, era giunta alla fattoria per il signor Gunder e via telefono, prima ancora che i quattro facessero rientro dal giro di conoscenza del territorio .
Ed era stato loro assicurato che qualcuno li avrebbe senza dubbio prelevati per condurli a “The Sun”.
Kate e Kurt, una volta rinfrescatisi, precedono di qualche minuto Gustav nella sala da pranzo e sorseggiano in piedi un bianco frizzante, leggero e fruttato.
Ossia un vinello sudafricano della cantina ben fornita del padrone di casa.
Gustav intanto li raggiunge e, senza indugiare oltre, invita i suoi ospiti a mettersi a tavola.
Per Henning e Rose Marie, la francesina di Marsiglia, ci penserà poi più in là mama Betty quando sarà il momento.
I voli, si sa, portano spesso grossi ritardi.
Tutt’al più Gustav e gli altri potranno attenderli in conversazione e il padrone di casa, per far trascorrere un po’ più piacevolmente il tempo dell’attesa, siederà al pianoforte.
Kate è strabiliata dalla ricchezza della tavola imbandita e, soprattutto, dalla raffinatezza del tutto (porcellane bavaresi di un nitore inimmaginabile con filettatura d’oro, argento per le posate e cristallo di Boemia per i calici nonché purissimo lino inamidato per tovaglia e tovaglioli e un centro tavola di fiori freschi superlativo) e, prima che i commensali si accingano a consumare quel ben di Dio, chiede di poter immortalare coi suoi scatti tutta quella “ bellezza”.
Il pranzo, tra un’osservazione e l’altra su quanto ammirato all’esterno, appena poche ore prima, e uno scambio di opinioni sull’eventuale futuro economico della zona, giunge al dessert e al caffè.
Tutti sono sul punto di rilassarsi sugli invitanti divani “chesterfield” in cuoio bruno e sollecitare Gustav perché esegua subito un brano da una sinfonia del “suo” Mozart, a lume di candela, quando
un urlo agghiacciante, proveniente dalla cucina, all’improvviso fa sobbalzare tutti.
Gustav si precipita nella giusta direzione e si scontra con mama Betty, che gli viene incontro terrorizzata e in lacrime.
Sul pavimento, in una pozza di sangue, giace Dolly.
Dolly è la figlia maggiore di mamma Betty. Il suo braccio destro nella gestione della casa. Una ragazza che dire che è buona come il pane è riduttivo.
La porta finestra, che dà sul retro dell’abitazione è aperta, e sicuramente il vetro in frantumi sul pavimento indica che qualcuno lo ha spaccato dall’esterno per poter arrivare alla serratura e aprire agevolmente la porta ,che era certamente chiusa all’interno.
Kurt sopraggiunge rapidissimo e scattante nell’ambiente cucina e oltrepassa i due, che fanno di necessità un passo indietro.
Kate è terrorizzata ma non esita lo stesso (vizio professionale) a chiedere il permesso di poter fotografare la scena. E lo fa.
Kurt, cercando d’essere lucido il più possibile, ingiunge a Gustav di fare, semmai, immediatamente una telefonata alla polizia locale. E questo dopo essersi chinato sulla giovane e averne, purtroppo
constato il decesso.
<<Mama Betty – domanda Kurt – tua figlia aveva un fidanzato ? Un corteggiatore magari respinto?>>
<<No, signore- sussurra tra le lacrime la povera donna- lo avrei saputo.>>
<<Dolly mi raccontava tutto- continua la madre singhiozzante – e, buona com’era, non aveva nemici. Né tra i giovani che lavorano alla fattoria, e cioè alle stalle, né tra le ragazze o le donne, che si occupano del caseificio.>>
<< Aveva una simpatia ricambiata da un ragazzo, che al momento lavora e studia per perito meccanico a Morogoro, la città dove risiede con la sua famiglia - precisa - ma si vedevano molto raramente e si limitavano a chattare al computer quasi sempre la sera, sul tardi, quando internet funzionava. Lui non poteva spostarsi, la sua famiglia non ha molti soldi e il giovane fa grossi sacrifici per mantenersi agli studi. Più avanti , con i risparmi di lui, forse, e con il nostro aiuto e quello del signor Gustav, lui e la mia Dolly avrebbero potuto pensare al matrimonio. Non certo ora.>>
Come accade di frequente nei paesi africani la polizia arriva sempre con comodo adducendo a giustificazione i disagi logistici e l’eccesivo carico di lavoro. Ma sono ovviamente scuse.
Kurt, nervoso, osserva la lentezza con cui i due poliziotti, una volta entrati in casa,, si muovono sulla scena del crimine e non può non appellarli, tra sé e sé, da incompetenti e fannulloni.
Certo- pensa- se Gustav allungasse qualche banconota, cambierebbe tutta la musica e allora sì che avremmo un andante sicuramente scattante.
In attesa del magistrato e del medico legale il corpo di Dolly rimane lì supino sul pavimento.
Tracce dell’aggressione che ha portato la ragazza al decesso sono una ferita all’addome inferta con un arma da taglio, considerata la grossa fuoriuscita di sangue sul pavimento della cucina e segni di strangolamento intorno al collo.
Considerata l’esile statura di lei, chi doveva averla aggredita e uccisa non doveva certo aver fatto grandi sforzi fisici e da un’orma di terriccio fangoso sul pavimento per Kurt doveva trattarsi di sicuro di un uomo alto e, probabilmente, abbastanza robusto.
Lo sgomento investe inevitabile tutta la casa e l’arrivo di Henning e della sua amica francese non
poteva cadere in momento peggiore.
Kurt e Henning comunque si salutano come vecchi amici e seguono le presentazioni rispettive delle due donne, cioè di Kate e di Rose Marie.
Gustav Gunder saluta cortesemente Henning ma non ha tempo e voglia di occuparsi, almeno per adesso, di lui.
Le altre figlie di mamma Betty,pur tra le lacrime asciugate in fretta, si devono occupare dei nuovi ospiti.
E fanno,sia pure con un grosso magone in corpo, del loro meglio, come sempre, perché il padrone non abbia poi da ridire.
Mentre Henning e Rose Marie prendono possesso al piano superiore delle loro rispettive camere e iniziano a disfare i bagagli, una sirena all’esterno, che rompe il silenzio greve dell’ora tarda (il sole è tramontato già da un pezzo), e una brusca frenata con tanto d’impatto stridente sull’asfalto, annunciano l’arrivo e del magistrato e del medico legale.
E dal basso s’avverte trambusto e voci concitate ma indistinguibili.
(continua...)
Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

