
L’indomani, già dalle prime luci dell’alba nella casa di mama Betty c’è un grande fermento e tutto è quasi pronto per ricevere visite di condoglianze di amici e parenti , che arrivano dalla città, e anche i necrofori per il funerale, che si terrà di lì a quarantott’ore nella cappella della fattoria.
E poi, com’è usanza, un ricco pranzo per tutti i partecipanti.
Gli ospiti di Gustav, perciò, devono assolutamente organizzarsi in proprio per la colazione del primo mattino.
E poi, per il pranzo , quasi certamente si farà,magari tutti assieme, un salto in città in qualche noto ristorante.
E per la cena ci si penserà.
Lasciare la famiglia di mamma Betty vivere in tranquillità il proprio dolore per almeno qualche giorno è il minimo che si possa concedere se si considera la devozione nei confronti del signor Gunder, che non è mai mancata.
Kurt, però, continua ad arrovellarsi e ritorna insistente col pensiero al possibile assassino. Non è convinto affatto dell’innocenza degli uomini che lavorano alla fattoria.
Dolly, buona e gentile per quanto possa essere stata con tutti, uomini e donne indifferentemente, come tutti affermano unanimamente, era quella che si definisce un’ adolescente in fiore.
Pelle d’ebano e lunghi capelli neri e riccioluti, raccolti a crocchia ,quando era intenta giornalmente alle mansioni del suo lavoro.
Il fisico alto e slanciato, l’andatura regale, che avrebbe fatto invidia a qualunque top-model di successo, unite alle rotondità proporzionate delle sue forme non potevano passare affatto inosservate.
E gli uomini di certo dovevano essersene accorti. E qualcuno di loro, o più di uno, avrebbe voluto cogliere quel fiore in boccio.
Un approccio sbagliato. Un rifiuto deciso da parte di lei. E l’orgoglio ferito del maschio, che in certe circostanze non controlla i propri istinti, possono portare persino a uccidere.
Ma alt a supposizioni. Per il momento bisogna lasciare alla polizia locale il compito dell’indagine.
Successivamente, se la cosa non convince, si parte con un’indagine in proprio come concordato con Gustav Gunder.
Gunder ha ricordato , infatti, a Kurt, proprio la sera precedente, che i poliziotti locali sono molto suscettibili e non gradiscono ingerenze nel loro lavoro. E meno che mai le gradiscono i capi.
Henning e la francesina, per ingannare l’attesa, sorseggiano intanto, all’aperto, un tè macchiato e sono ansiosi di fare il giro a Mbeya, città che non conoscono. E il loro parlottare palesa sfacciatamente, anche a chi non lo volesse intenzionalmente, la bella intesa che si è creata tra loro.
Kurt vorrebbe chiedere a Henning notizie di Zoe, l’infermiera conosciuta a Dar es Salaam l’anno precedente.
Tuttavia ci rinuncia per non interrompere l’affiatamento della coppia e rimanda le sue domande a più tardi.
Kate, dopo aver bevuto in fretta una spremuta di succo di pompelmo, che era in frigo in una caraffa già dalla sera prima, si avvia alla casa di mama Betty per fotografare tutto ciò che accade in occasione di un funerale.
Un funerale africano(capperi !!!), in quella che è l’abitazione per l’appunto di persone del luogo. Usi e costumi, insomma, da cogliere a volo e far conoscere a chi, lontano, non sa e non immagina. Espressioni rubate ai volti e particolari minuziosi di ogni consueto preparativo dell’intero cerimoniale, che meritino. Specie se si pensa alla differenza di trattamento che la morte, anche di una persona cara, riceve ormai in Occidente di questi tempi.
E’ uno scoop assicurato-dice la donna a se stessa.
Gustav, nella sala, bevuto un caffè lungo, seduto al piano, cerca tra gli spartiti musicali la marcia funebre di Mozart, quella dedicata dal compositore a Barbara Player,che egli intende suonare personalmente nel corso del funerale, in omaggio a Dolly, che ha conosciuto bambina e il cui sorriso non riesce a dimenticare.
E , ancora, qualcosa di Bach da poter passare all’organista, che ha già contattato.
(continua..)
Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
