Magazine Africa

Ritorno a Mbeya (Continuazione...)

Creato il 02 settembre 2015 da Marianna06

Profilo-dell-uomo-africano-46926535

<< Henning, cosa mi sai dire di Zoe?>> domanda Kurt, una volta all’aperto, sul sentiero che porta al bananeto.

<<Come ha preso lei, la mia partenza?>>

<< Ne avete parlato? >>

<<Dimmi, voglio sapere tutto.>>

Henning con schiettezza riferisce che certo le domande di Zoe  ci sono state.

Solo, però, nei primi giorni appena dopo la sua partenza.

Poi più nulla.

Come  è normale che sia  in situazioni del genere.

Di certo Zoe avrebbe voluto - aggiunge Henning - essere invitata a seguire il suo uomo in Svezia.

Poi, però, aveva capito da sé che non era facile per Kurt, fresco di divorzio e con una figlia che al momento cerca di fare le veci della madre, coccolandosi suo padre, e così si era arresa.

E  non aveva neanche provato a cercarlo.

Kurt  è un po’ deluso da come l’amico ha liquidato frettolosamente il suo problema.

Si aspettava un’altra versione dei fatti anche se, a dirla tutta e a dirla vera, né con sua figlia a Ystad, né con gli altri, amici o no che fossero, aveva mai fatto trapelare di essere interessato seriamente a Zoe.

Zoe appariva, in Scania, quando e se stalora ne parlava, come una bella e intrigante vichinga con la quale in terra d’Africa il commissario aveva avuto una storia di sesso.

Invece, adesso, Kurt, a conti fatti, è  un po’ geloso che Henning e la francesina, al contrario di lui e  di Zoe, siano una vera coppia e che facciano sul serio.

Non tiene conto Kurt, egoisticamente, che Henning ha  un bisogno estremo, in un momento difficile per la sua condizione di salute, di un supporto come quello di Rose Marie.

Gli uomini, è noto che, a una certa età, tornano bambini.

E le coccole continue della francesina lo fanno stare bene e, addirittura, gli consentono di programmare un probabile futuro assieme, a dispetto della malevola sentenza dei medici di Stoccolma.

<< Posso chiamarla ? Hai con te il suo numero? Credi che le farà piacere?>> incalza Kurt, innervosito, rivolgendosi  all’amico.

Pare quasi che abbia bisogno  dell’incitamento di Henning per contattare Zoe al telefono.

Ma Kurt nella vita è sempre stato  riservato. E, a volte, persino brusco. 

Proprio  a causa di una timidezza innata e mal celata.

Retaggio anche di un’infanzia difficile e di un padre dotato di un enorme un super Ego.

Henning,a quel punto, gli porge il cellulare satellitare, che porta sempre con sé, e gli detta rapido  il numero che Kurt, a sua volta, memorizza sul suo  iphone.

 Ha deciso. Chiamerà  Zoe al rientro.

Intanto ,cammino facendo, i due s’imbattono in un ragazzone, che lavora sfiancandosi di fatica alla piantagione di banane, e che Kurt crede di riconoscere.

E’ Joseph, il fratello di Bart, il giovane della fotografia appesa alla parete dell’ abitazione, che aveva visitato il giorno prima.

Statuario, tutto muscoli, occhio furbo e un sorriso accattivante.

Pronuncia il suo nome a voce alta e Joseph, l’uomo giovane e prestante, si gira all’istante.

E saluta come è obbligo fare laggiù con gli ospiti del padrone.

<<Sei il fratello di Bart?>> domanda sbrigativo il commissario svedese, assumendo un tono quasi professionale.

<<Sì. Sono io. Cosa posso fare per lei, signore? >> di rimando risponde l’altro.

Henning se ne sta un po’ in disparte ma è interessato parimenti alla medesima conversazione.

E’ il suo modo di prendere appunti a memoria.

<< Conoscevi Dolly?>> chiede Kurt.

<<Certo che la conoscevo. La conoscevano tutti alla fattoria. Era molto bella e molto buona. E anche un po’ la “cocca” del signor Gustav,che aveva per lei grandi progetti…>> chiarisce rapido.

<< E tu, tu avevi per caso, anche tu, dei progetti su Dolly?>> incalza Kurt.

<< Non nascondo che mi piacesse ma la “roba” del padrone non si tocca. E, poi, dicevano che fosse fidanzata con un giovane di Morogoro. Ma, qui, costui non si è mai visto. Almeno fino a quando Dolly era viva.>> precisa Joseph.

<<Dov’eri tu, la sera dell’aggressione a Dolly?>>domanda Kurt

<< Con gli amici in un bordello, in città, a bere e  a andare a donne>>.

<<E’ l’unico svago che possiamo permetterci quando prendiamo la paga dal padrone. Qui è tutto impossibile. Si lavora e basta. E noi giovani abbiamo bisogno anche di divertirci. I matrimoni li combinano ancora i nostri genitori. Se vogliamo stare con una donna, dobbiamo cercare fuori di qui.>>

<<Hai mai fatto capire a Dolly che lei ti piaceva e che ti sarebbe piaciuto stare con lei?>> prosegue il commissario.

<<Certo che gliel’ho fatto capire- ribatte pronto-  Joseph ma lei si è sempre rifiutata. Alle mie dichiarazioni anteponeva i desiderata del signor Gustav, che lei diceva che volesse farle prendere lezioni di pianoforte in città. E poi tirava fuori il fidanzato di Morogoro e l’intento inderogabile sopratutto di non dare dispiacere ai suoi genitori>>.

<< E tu ti sei sentito ferito nell’orgoglio di maschio naturalmente e, appena hai potuto,  lei hai fatto vedere chi eri…>>

<< Assolutamente no…>> tronca di scatto Joseph.

Ma è visibilmente confuso e quasi balbetta. Teme d’essere incastrato da questo bianco che gli renderà di sicuro la vita difficile d’ora in avanti.

E tutto perché alla fattoria lui  ha la fama d’essere un Don Giovanni per quanto è sfrontato e aggressivo con le ragazze con cui ci prova.

Tutta colpa della sua esuberanza che riesce a placare con difficoltà.

                                                                                                              (continua…)

         

748854

                                                Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :