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Ritorno a Mbeya (Continuazione...)

Creato il 10 settembre 2015 da Marianna06

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Kurt mostra di apprezzare le ipotesi di Henning sulle circostanze della morte di Dolly, che trova abbastanza verosimili all’accaduto ma non cessa di guardare l’orologio che ha al polso.

E’ comprensibile che non veda l’ora di riabbracciare Zoe.

Non è trascorsa neanche una  mezz’ora che l’auto della polizia si è allontanata dalla fattoria, sgommando e sollevando un enorme  polverone, quando un colpo di clacson e  una brusca frenata all’ingresso della casa grande annunciano un nuovo arrivo.

E  non ci si può sbagliare.

E’ Peter, infatti, che ha condotto la tedesca Zoe a “The Sun”.

Kurt si precipita all’ingresso e, appena scesa dal Toyota, abbraccia la donna ricambiato a sua volta con enorme trasporto.

E la cosa non passa certo inosservata per i presenti.

Subito dopo è la volta di Henning, che abbraccia anche lui affettuosamente Zoe.

E poi ci sono le presentazioni  con Gustav e con mama Betty.

Le donne, Kate e Rose Marie,hanno fatto sapere che scenderanno dalle loro stanze alcuni minuti più tardi.

Intanto Gustav, cerimonioso, fa gli onori di casa e invita la nuova ospite nella sala della musica, non prima però di aver detto a mama  Betty di portare i bagagli della signorina al piano di sopra.

Zoe è bellissima nella sua “mise” da viaggio.

Un completo verde bosco, sahariana e pantaloni attillati ma comodi, mette in risalto alla perfezione i capelli biondi e morbidi, il suo incarnato roseo, le labbra sensuali e i suoi occhi verde acqua marina.

Gli stivaletti in nappa marrone, con pochi centimetri di tacco, le slanciano alla perfezione la  figura di per sé già statuaria.

Pochi monili : un filo di perle al collo, un Tissot d’acciaio al polso, dal quale non si separa mai, forse un ricordo cui tiene in particolare, e un anello con smeraldo all’anulare sinistro. Niente orecchini.

Accoccolata nel divano di pelle della sala della musica gusta piacevolmente una tazza di tè ai gelsomini, che Gustav le serve personalmente nell’assenza momentanea di mama Betty.

E l’uomo lo fa e in segno di cordialità  e  anche per metterla a proprio agio.

Tedesco lui, tedesca lei,  sarà senz’altro un’intesa perfetta.

E’ quello che già pensa.

E  immagina quelle che potranno essere le loro conversazioni e non solo quelle.

Kurt invece è leggermente infastidito da quello che si palesa già come un vero e proprio feeling tra Zoe e il padrone di casa.

Ma per Zoe è sempre così.

Il suo fascino e la sua bellezza colpiscono alla prima ed è difficile per qualunque uomo sottrarsi. Inoltre la donna sa giocare con intelligenza e sensualità e il gioco lo conduce sempre lei.

Nel prendere la tazza di porcellana che Gustav le porge, ad un occhio attento, non sfugge affatto la carezza  alla mano di lei che l’uomo azzarda. E il sorriso ricambiato in cenno di gradimento.

Finalmente compaiono anche Kate e Rose Marie e avvengono le presentazioni.

Kate non può che dare ragione a Kurt. Zoe è davvero affascinante.

Rose Marie, che la conosce già, si mostra  solo gentile con lei, com’è solita fare anche quando s’incontrano a Dar es Salaam.

Rose Marie non ha occhi e pensiero che per Henning.

Vive la sua passione con notevole trasporto, come mai le era capitato prima.

Passione testimoniata giorno dopo giorno, per altro, da una serie di ritratti fatti al suo uomo.

Ce ne sono a carboncino, a china e addirittura a olio su tela. Sono così tanti che non si contano.

La  residenza dei due è un autentico atelier di pittura e di scrittura.

La francesina ritrae Henning, quasi sempre inaspettatamente.

E in diversi momenti del giorno e nelle più disparate situazioni.

Mentre scrive,chino al computer ; quando prende il sole sdraiato nel patio della casa; quando si addormenta nel lettone come un bambino.

Ce n’è uno in particolare di ritratto, che lei ama, in cui lui appare come chiamarla, desideroso di lei, per condividere le impetuose onde dell’oceano su di  una spiaggia deserta di quelle come ce ne sono un’infinità nel lungomare  di Bagamoyo.

Kate,la fotoreporter, all’improvviso, rompe con i convenevoli di circostanza e lancia l’idea di fare un giro nella fattoria e aggiunge  che ha intenzione di scattare alcune foto a Zoe.

Trova Zoe perfetta da inserire nel suo reportage fotografico su “The Sun”.

Non solo bananeti, mucche e caseifici ma anche, e soprattutto, belle donne. Perché no?

E’ il pubblico che lo chiede.

Gustav apprezza e approva.

E la stessa Zoe,che regge  bene la stanchezza, anche quella del viaggio appena terminato, si dice pronta.

Joseph e suo padre, intanto, nella camera di sicurezza maleodorante della stazione di polizia, a Mbeya, attendono l’arrivo del magistrato per un interrogatorio questa volta serio.

E il tempo non passa mai in quella cella buia e dalle pareti scrostate, sudice e ricoperte di insetti.

Bisognerà, infatti, attendere come minimo che  passi tutta la notte.

Poi, con comodo, “pole pole”, arriverà l’autorità giudiziaria.

Il giovane è mortificato con suo padre per averlo coinvolto in una così brutta storia.

Il vecchio, però, è forte, altra tempra rispetto alle giovani generazioni, e non molla quando si tratta di difendere l’onore della propria famiglia.

Certo sarà difficile trovare delle attenuanti e, per di più, non ci sono soldi per un buon avvocato. Pertanto, gioco forza, occorrerà accettare alla fine, e con poche aspettative, una difesa d’ufficio.

E poi è cosa nota che con un omicidio, in Tanzania, si rischia la pena di morte anche se sono parecchi anni che  non viene più applicata.

A stomaco vuoto (in carcere, nella maggior parte delle carceri africane, devono provvedere esclusivamente parenti, amici e/o e conoscenti dall’esterno a portare il cibo e quant’altro ai detenuti) e con questi pensieri orribili, che gli attraversano la mente, per Joseph è proprio  duro ingannare il tempo nell’attesa del nuovo giorno.

Una certa insofferenza giovanile comincia a montare.

Tutt’intorno è silenzio. 

I poliziotti hanno lasciato da un pezzo la stazione per le loro case e le loro famiglie e c’è solo uno di loro  rimasto di guardia, che nel frattempo ha già tracannato due o tre bottiglie di birra e se la russa beatamente.

Nella casa grande a “The Sun”,di contro, si cena con cibi prelibati e succulenti, preparati dalle abili mani e dalla creatività di mama Betty.

L’atmosfera è gradevolissima.

Le signore tutte si sono cambiate e sono tutte e tre, pur differenti, bellissime.

La sensuale Zoe, la sportiva Kate, la premurosa Rose Marie.

Kurt e Henning animano a vicenda la conversazione con toni pacati e Gustav, seduto al piano, omaggia le belle donne, che lo onorano con la loro presenza, con alcuni tra i più noti “Notturni” di Chopin, che egli conosce a memoria e che esegue con maestria.

Giunti al caffè, le donne chiedono di ritirarsi nelle loro camere; gli uomini seguiranno,dopo aver sorseggiato un cognac o un wisky, a seconda dei gusti, di lì a poco.

La giornata è stata, senza dubbio, impegnativa per tutti.

E la notte per Kurt e Zoe, nonostante le camere separate, quasi certamente è comunque uno spazio temporale ricco di promesse. 

                                       (Continua...)

                                               

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                                                       Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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