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RODOTA’, GLI ULTRAS E I MANICHEI #quirinale #rodotà #napolitano

Creato il 22 aprile 2013 da Albertomax @albertomassazza

rodotàDato che ormai della candidatura di Rodotà si è fatto un vessillo della cittadinanza contro Napolitano, paladino dei poteri forti, vorrei dire tre cose:
1) Il bacino massimo di voti di Rodotà era sul filo dei 500; buona parte del Pd non l’avrebbe mai votato, o perché appartenente ad un’altra tradizione politica, o per vecchie ruggini da lunga militanza comune. La sua elezione sarebbe stata comunque difficile. Ora, io personalmente l’avrei votato, ma non posso dare del traditore a uno che legittimamente non la pensa come me.
2) Credo che aver immerso l’elezione del Presidente della Repubblica in un clima da stadio (fastidioso nella competizione partitica, intollerabile per un ruolo di garanzia tale) sia un segno dell’imbarbarimento civico di questi tempi. Io personalmente considero la rielezione di Napolitano la realizzazione di una delle peggiori ipotesi sul piatto, non tanto per il personaggio, ma per la sconfitta e l’umiliazione della politica parlamentare. Ciò nonostante, non credo che da questo possano dipendere i destini della  
nazione.     3) Qualcuno ha minimamente pensato a come avrebbe potuto resistere Rodotà alle bocche da fuoco di Berlusconi, senza una maggioranza solida a fare quadrato attorno a lui? Anche ammesso che Grillo, dopo l’eventuale elezione del giurista, avesse dato il via libera ad un governo col centrosinistra, la maggioranza sarebbe comunque stata precaria ed inesperta.

Ma questi son ragionamenti che esulano dal manicheismo di cui è ghiotta l’opinione pubblica italiana!



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