Magazine Cinema

Roma Film Festival ’13: I FILM che ho visto oggi, lun. 11 novembre

Creato il 11 novembre 2013 da Luigilocatelli
Dallas Buyers Club

Dallas Buyers Club

1) Acrid, di Kiarash Asadizadeh (Iran). Concorso.
Applaudito alla proiezione stampa, applauditissimo a quella con il pubblico. Un film itaniano che si alinea al turco I Am Not Him come miglior sorpresa (a oggi) del festival. Un racconto circolare, un rondò a Teheran di coppie in crisi o in bilico sul precipizio. Bovarismi, tradimenti, doppiezze, un film di pura scuola Farhadi, il gran regista di Una separazione. Potrebbe vincere qualcosa. Voto tra il 6 e il 7 (la mia recensione extended version)
2) Sorrow and Joy di Nils Malmros (Danimarca). Concorso
Lui è regista di cinema, lei insegnante in una scuola elementare. Hanno una bambina di nemmeno un anno. Finché un giorno Signe, la mamma, la uccide tagliandole la gola. Storia tremenda, e storia vera, successa al regista di questo film. Che la ripropone cambiando però i nomi e inserendo alla fine la scritta “i riferimenti a fatti e persone sono casuali”. Allora perché ha rilasciato pochi giorni fa un’intervista al Corriere della sera rivelando che Sorrow and Joy è la storia sua e di sua moglie? E della loro figlia ammazzata? In ogni caso il film è piatto, flaccido, senza pathos, banale come la relazione di una piscologa Asl, incapace di restituire anche minimamente la potenza tellurica di una tragedia simile. Pure moralmente equivoco. Voto 4
3) Las brujs de Zugarramurdi (Le streghe di Zugarramurdi) di Alex De La Iglesia (Spagna). Fuori concorso
Mai amato Alex De La Iglesia e la sua estetica del laido. Però. Però questo film, cui sono andato col massimo del pregiudizio in testa, mi è piaciuto parecchio. Gli sgangherati rapinatori di un Compro Oro spagnolo nella loro fuga (in taxi!) verso la Francia finiscono sui Pirenei in un covo di streghe. La rapina con quello travestito da statua di Cristo pittato d’argento è dimassimo divertimento, la fuga tra battibecchi con la moglie e con il tassista irresistibile. Un Dark Shadows assai meglio riuscito. Uno dei film più misogini che si siano mai visti, dominato com’è dall’equazione, letterale e fuor da ogni metafora, donne (anzi mogli) = streghe. Voto 7+
4) Dallas Buyers Club di Jean Marc Vallée (Stati Uniti). Concorso.
Finalmente recuperato stasera al cinema Barberini il film-evento di questo RFF insieme a Her di Spike Jonze. Con uno spettrale Mathew McConaughey senza più i muscoli di Magic Mike nella parte di un texano assai macho e antiomosessuale che si scopre malato di Aids. Comincerà la sua lotta contro Big Pharma, i medici e la Food and Drig Administration che vgliono imporre ai malati un farmaco controverso come l’Azt. Lui segue invece i consigli di un medico messicano, e decide di curarsi da solo. Ma di questa sua battaglia farà anche un business, ed è l’aspetto più ambiguo e inquietante di un film fin troppo manicheo che traccia una linea netta e anche grossolana tra buoni e cattivi. Senza però convincerci, anzi lasciandoci con troppi dubbi. Anche se poi il film è confezionato alla grande, con una sceneggiatura che non sbaglia un colpo. McConaughey e Jared Leto (nella parte di un trans) si beccheranno parecchi premi nella Awards’ Season che va a incominciare. Voto 6+


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :