Rubrica - "Libreria d'Annata" - "Le voci dell'abisso"

Creato il 03 settembre 2014 da Letteratura Horror @RedazioneLH
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Pubblicato Wednesday, 03 September 2014 10:00
Scritto da Nicola Lombardi

"Le voci dell'abisso" è il libro a cura di Peter Haining recensito per voi da Nicola Lombardi nella sua rubrica "Libreria d'Annata"
Il curriculum di Peter Haining, curatore di antologie horror e soprannaturali, è davvero ricchissimo. Al 1969 risale questa The Satanists, giunta un paio d’anni dopo in Italia col titolo Le voci dell'abisso – I classici della magia nera, tradotta nientemeno che dal ‘kinghiano’ Tullio Dobner per Longanesi.

Sulla scia di film come Rosemary’s Baby e delle criminose attività di Charles Manson e della sua “Family”, Haining compila una raccolta di racconti all’insegna di messe nere, sacrifici umani e sette demoniache, offrendo un campionario di gioielli narrativi aventi come sulfureo fil-rouge il tema del satanismo. Dalla quarta di copertina: “In bilico tra fantasia e possibilità quotidiana, in questo volume vengono presentate storie crudeli dove Satana si aggira indisturbato nei sobborghi solo apparentemente tranquilli di moderne città inglesi e americane.”
Dopo un puntuale excursus sul satanismo moderno stilato dal curatore e un breve saggio a firma dell’espertissimo Montague Summers sul senso e la liturgia della messa nera, si entra nel vivo con Il Santuario di E.F.Benson, profondo conoscitore del mondo dell’occulto, oltre che autore di pregiati racconti soprannaturali. Si passa poi a un veterano, Algernon Blackwood, che col bellissimo Antichi sortilegi ci propone una delle più suggestive e toccanti avventure del suo investigatore John Silence.
Pur non legato al concetto di satanismo così come inteso dal cattolicesimo, troviamo poi il racconto La festa, di H.P.Lovecraft, seguito da un altro autore che ha contribuito in maniera fondamentale alla diffusione delle opere del ‘solitario di Providence’: August Derleth, qui presente con L’occhio dal cielo. Tra l’altro, proprio a questo autore, scomparso nel 1971, è dedicata una successiva edizione dell’antologia: “Per August Derleth, che avrebbe potuto compilare quest’opera meglio di me.”
Non poteva mancare, naturalmente, un’istituzione come Dennis Wheatley, autore – come specifica lo stesso Haining – “il cui nome, più d’ogni altro, è sinonimo di racconti di satanismo.” Il racconto presentato è Il sacerdote nero, che mette in luce le fosche commistioni fra il culto del Bene e quello del Male inserendo all’interno della narrazione addirittura Aleister Crowley, il più celebre satanista del Ventesimo secolo. Non avendo a disposizione opere narrative di Crowley, Haining non vuole però rinunciare a includerlo nella raccolta a titolo di autore; sceglie allora di pubblicare uno dei suoi opuscoli – intitolandolo L’iniziazione - in cui l’occultista descrive lo svolgimento di una cerimonia satanica. “C’è da rammaricarsi – osserva per inciso il curatore – che non sia opera di fantasia…”
Viene quindi il turno di un’autrice, Margaret Irwin, specializzata in romanzi storici; il suo Il libro è un gioiellino davvero spettrale, che si avvicina deliziosamente agli umori di M.R.James. Di un autore meno conosciuto, Cleve Cartmill, è Oggi niente notizie, incentrato sulla setta dei Figli di Satana, mentre la chiusura dell’antologia è affidata al buon vecchio Robert Bloch e al suo Il seme del Maligno.
Spinto dalla precisa volontà di trasmettere al lettore la consapevolezza che gran parte delle storie presentate affonda le proprie radici in una realtà concreta e tutt’altro che lontana, Haining riporta in appendice un articolo comparso sul Sunday Mirror l’8 dicembre 1968, “Scontro con satanisti in chiesa.” Come ad avvertire: occhio, i satanisti sono tra noi!

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