Salim è un nome che non evoca nulla.
E la sua visione non aiuta, ma strappa, anzi, un “eccheccosè?”. La sua trascrizione alternativa, Saleem, ancora meno, ma apprendiamo che somiglia al tricolore italiano, e questo ci disorienta non poco.
Salim, in concreto, è un dessert tailandese, rigorosamente freddo e rinfrescante, così come la tradizionale temperatura atmosferica del luogo over 30° esige. L’emblematico richiamo all’Italia è avvalorato dai curiosi noodles misti a ghiaccio
tritato, ricavati dalla lavorazione dell’amido dei fagioli indiani. Il colore lo si deve agli estratti naturali per uso alimentare, tra cui spicca, per intensità di gusto, il latte di cocco, che bagna la pietanza.
L’inconsistenza, all’apparenza, eppure less is more, non dimentichiamolo.
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