Salone del Libro 2013: il Lato Bello dell’Umanità

Creato il 31 maggio 2013 da Dietrolequinte @DlqMagazine

Manuela Marascio 31 maggio 2013

Se ci pensiamo un attimo, ogni piccola o grande rivoluzione all’interno della storia dell’uomo è stata alimentata dalla semplice, ma dirompente, voglia di osare. Un concetto che si porta con sé un crescendo di coraggio che spazza via le esitazioni, una determinazione forse non completamente logica e razionale, un’autoaffermazione sul presente, senza strascichi nel passato, l’hic et nunc irrinunciabile per qualsiasi sognatore che spera in un miglior futuro. Il tema conduttore dell’edizione XXVI del Salone del Libro è stata proprio la creatività, l’innovazione. Lo slogan Dove osano le idee si è condito dei più svariati settori in cui l’uomo abbia mai lasciato tracce: istituzioni, economia, scrittura, scienza, tecnologia, arti figurative, architettura, design, cucina… Una manifestazione ormai decentrata rispetto al fuoco che l’accende, il libro, ma sempre più disposta a toccare nuovi campi da esplorare, a dimostrazione del fatto che la cultura è attraente solo se sradicata da limitazioni settoriali. La scelta di questo tema ha voluto sollecitare una riflessione su quella cultura del progetto di cui l’Italia sembra aver bisogno per affrontare una crisi che forse nasce dall’incapacità di elaborare un’idea organica di società nel medio e lungo periodo. Il Salone ha ospitato a tal proposito alcuni protagonisti della ricerca di autorevolezza internazionale: Andrea Ferrari, professore di nanotecnologie e neodirettore del Cambridge Graphene Centre; Luciano Maiani, presidente del CNR, uno dei protagonisti della scoperte legate al bosone di Higgs; Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia dei Lincei; il matematico Cédric Villani in un confronto con Piergiorgio Odifreddi; Vittorio Sgarbi in una lectio magistralis sulla maternità e la passione nell’arte; le esperienze del pittore Ugo Nespolo e del fotografo Guido Harari; il gelato di Federico Grom e Guido Martinetti; l’impresa ciclopica della traduzione dell’Ulisse ad opera di Gianni Celati.

L’inaugurazione ha visto Massimo Bray, il ministro per i Beni e le Attività Culturali, portare l’attenzione sul significato della lettura nell’attuale momento storico: «Nell’era della “sovrainformazione”, dell’eccesso di notizie, di nozioni e di stimoli inevitabilmente legato a una condizione – per tanti altri aspetti positiva – di illimitata connessione di tutti con tutto, diviene fondamentale recuperare la lettura concentrata, la lettura continuativa e critica di un testo nella “forma” di un libro, che sia un volume fatto di carta o che sia un e-book, ma un libro. E diviene allo stesso tempo fondamentale il momento della selezione e della scelta, e, di conseguenza, il ruolo dell’editore, ad arginare quei fenomeni di dispersione che già gli antichi denunciavano in coloro che passavano frettolosamente da un volume all’altro, senza assimilare nulla». E proprio per incentivare la conoscenza delle tante realtà editoriali sul territorio nazionale, ecco che lo spazio dei Piccoli editori è stato completamente rinnovato, ponendo al centro l’Agorà, luogo di ritrovo e di esposizione della “bibliodiversità” italiana. Ben trentaquattro nuovi espositori hanno debuttato al Salone quest’anno; importante segnalare il colosso canadese Kobo, produttore di e-reader e piattaforma di distribuzione e-book.

Gustosi ristori sono stati offerti dalla debuttante Casa CookBook, area interamente dedicata alle pubblicazioni enogastronomiche e di cucina, che ha visto alternarsi ai fornelli grandi chef italiani come Gualtiero Marchesi e Iginio Massari, e dallo spazio Tentazione e meditazione, in cui si sono susseguiti otto incontri alla ricerca della combinazione perfetta tra pagina scritta, cioccolato ispirato all’occasione e una bevanda d’eccellenza. Tra gli ospiti che hanno calcato le grandi sale sparse per i padiglioni, da ricordare il dialogo tra Luciano Canfora e Gustavo Zagrebelsky sulla vera natura del potere trasformista rapportato alla pratica democratica; le lectio magistralis sui temi di fede e fiducia di Enzo Bianchi; il dibattito fra il laico Umberto Veronesi e il filosofo credente Giovanni Reale sul tema del fine-vita; la presentazione dei nuovi libri di Walter Veltroni (E se noi domani) e Matteo Renzi (Oltre la rottamazione); il racconto di Cuore di tenebra riletto da Francesco De Gregori in occasione dell’uscita dell’audiolibro; il one-man show di Giorgio Faletti con la sua nuova pubblicazione, Da quando a ora; i festeggiamenti per gli ottant’anni di Paolo Villaggio; un omaggio a Lucio Dalla, con la partecipazione straordinaria di Roberto Vecchioni.

Non sono mancati naturalmente gli ospiti internazionali: e hanno brillato di luce propria due tra le stelle del panorama letterario contemporaneo, David Grossman e Luis Sepúlveda. Il Paese ospite quest’anno era il Cile: una letteratura da sempre costretta alla militanza, ai soprusi, alla violenza, all’esilio. Un omaggio ai maestri della poesia in una serata condotta da Sepúlveda e dedicata a Gabriela Mistral, Pablo Neruda, Nicanor Parra; a seguire, il ricordo del romanziere Roberto Bolaño, una leggenda vivente già negli ultimi anni della sua breve vita irrequieta. Ha debuttato quest’anno anche la Regione ospite, la Calabria: interessante la mostra del caravaggista Mattia Preti promossa alla Reggia di Venaria e curata da Vittorio Sgarbi. Per celebrare il 150° anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio, il Salone e la Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” hanno voluto rendere un omaggio al vate con una mostra di libri e manoscritti autografi provenienti dalla biblioteca privata e dall’archivio del Vittoriale di Gardone Riviera. Il poeta è stato inoltre oggetto di una serie di incontri ed eventi di varia natura, con l’obiettivo non ultimo di liberarlo da una serie di false notizie e stereotipi di comodo, e restituirlo al pubblico nei suoi lati più anticonformisti, raffinati e innovativi.

Come ogni fiera del libro che si rispetti, anche quest’anno non sono mancate le letture: in occasione del 50° della pubblicazione di La tregua, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi ha proposto una lettura multilingue di pagine tratte da alcune opere dello scrittore torinese. E per ricordare Beppe Fenoglio, nei cinquant’anni dalla scomparsa, Einaudi ha allestito una maratona di letture che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di un grande estimatore dello scrittore piemontese, Alessandro Baricco. Ancora una volta, ma forse più delle passate edizioni, il Salone del Libro ha riscosso successo proprio per la sua identità ibrida di fiera libraria, festival culturale e spazio professionale; e ancora una volta ha saputo afferrare con caparbietà le tendenze del pubblico per guidarlo in una piacevole e arricchente esplorazione in territori ignoti, stimolandolo alla riscoperta della bellezza della mente umana.


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