In Spagna è in corso un’epurazione dei direttori dei principali giornali del Paese critici nei confronti dell’attuale Governo presieduto da Mariano Rajoy.
La questione viene sintetizzata molto bene da un articolo del «The New York Times» che ricorda come in meno di due mesi siano “saltati” il direttore de «La Vanguardia», giornale edito sia in castellano che in catalano con una posizione fortemente indipendentista che, guarda caso, dopo la cacciata del suo direttore a dicembre ha fortemente ammorbidito le proprie posizioni.
È cronaca di questi giorni invece il licenziamento prima di Pedro J. Ramírez, direttore de «El Mundo», a cui è seguito pochi giorni dopo quello di Javier Moreno, di «El Pais».
Se ufficialmente dietro ai licenziamenti ci sono i noti problemi economici che attanagliano, anche, i quotidiani spagnoli, è evidente il tentativo del Governo di approfittare della situazione per stringere il proprio controllo sui media del Paese con i quali Rajoy ha da sempre un rapporto estremamente conflittuale e che aveva portato i giornalisti spagnoli a realizzare un’iniziativa di protesta: #sinpreguntasnoycobertura, manifesto contro le conferenze stampa senza domande.

Sul tema vale assolutamente la lettura l’intervista a Ferruccio De Bortoli, direttore de «Il Corriere della Sera» pubblicata ieri su «Il Foglio» . Ne riprendo un passaggio, anche se, ovviamente, consiglio la lettura integrale.
[.…] i proprietari di giornali, quelli di adesso, non hanno intelligenza in genere né quella in particolare. “Vogliono esercitare potere. Delle notizie se ne fregano”[.…]
Saluti al direttore.
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Pier Luca Santoro
