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San valentino libresco

Creato il 08 aprile 2010 da Letteratitudine

SAN VALENTINO LIBRESCOAnche il san Valentino libresco sarà uno degli appuntamenti annuali di Letteratitudine: un post dove, anno per anno, segnalerò libri in tema con la cosiddetta festa degli innamorati.
Contestualmente ne approfitto per invitarvi a scrivere - tra i commenti - aneddoti sanvalentineschi… chissà quanti ne avrete da raccontare (veri o inventati che siano).
Forza, gente… buttatevi!

Infine… un paio di classiche domande letteratitudiniane.

Festeggerete la ricorrenza di San Valentino?

Cosa pensate della festa? Solo puro business, o c’è dell’altro?

A voi!

Massimo Maugeri

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SAN VALENTINO LIBRESCO 2010

Il san Valentino libresco 2010 propone:

SAN VALENTINO LIBRESCO
Un’antologia per gli amanti della poesia, curata da Guido Davico Bonino: Le cento più belle poesie d’amore italiane. Da Dante a De André, antologia con illustrazioni d’arte (Interlinea, 2010). Da Beatrice che a Dante «tanto gentile e tanto onesta pare» agli amori dei poeti del Novecento. Non manca la malinconica Alda Merini («Ti ho detto addio dopo che ho spesa tutta / l’amarezza del grembo e l’ho posata / presso di te come una voce strana») e il De André di Amore che vieni amore che vai: «Quei giorni perduti a rincorrere il vento, / a chiederci un bacio e volerne altri cento, / un giorno qualunque li ricorderai, / amore che fuggi da me tornerai».

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SAN VALENTINO LIBRESCO
Pablo Neruda - Poesie d’amore (Il Narratore, 2010) è un’antologia in forma di audiolibro delle più belle poesie che Pablo Neruda ha dedicato all’ Amore. Alcune delle liriche che compongono questa raccolta sono tratte da “Veinte poemas de amor y una canción desesperada”, altre da “Los versos del Capitán”, “Odas elementales”, “Nuevas odas elementales” e “Cien sonetos de amor”. L’amore che il poeta ci racconta è quello dolce e appassionato dei primi incontri, ma anche quello che fa male al cuore, l’amore disperato che annienta chi ama, l’amore finito di cui resta solo il ricordo. E proprio il ricordo è uno dei temi più cari all’autore che si rifugia nella nostalgia e nella malinconia, nell’incolmabile senso di mancanza e di vuoto che accompagna chi ha perso la persona amata. Le liriche spaziano dall’esuberante sensualità dei versi con cui il poeta descrive il corpo dell’amata, il suo aroma e il suo sorriso, alla malinconica e struggente tristezza di quelli dedicati all’amore perduto. Le poesie sono lette da Alberto Rossatti sulle note della chitarra di Giovanni Cenci. Qui, un piccolo assaggio
SAN VALENTINO LIBRESCO

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SAN VALENTINO LIBRESCO 2009

SAN VALENTINO LIBRESCO
Torna San Valentino, e io vi segnalo un paio di libri… in tema. Libri che si aggiungono ai due proposti l’anno scorso: L’alfabeto dell’amore - Bur - di Luigi La Rosa e Coppie diaboliche - Olympia - di Gordiano Lupi e Sabina Marchesi.
I libri sanvalentineschi di quest’anno sono: Ho capito che ti amo (Einaudi) ed Eros e Amore (Arpanet).
Ho capito che ti amo è una raccolta di diciannove racconti d’amore firmate - tra gli altri - da Mark Twain, Gabriele D’Annunzio, Hermann Hesse, Henry James, Edith Wharton, Katherine Mansfield, Alice Munro.

eros-e-amore.JPG

Eros e amore è un doppio libro (o meglio, un libro double-face… con doppia copertina) che offre racconti erotici e poesie d’amore. Invito la editor Arpanet, Carlotta Vissani, e gli autori - tra cui la scrittrice e poetessa Gabriella Rossitto - a discuterne qui.

Massimo Maugeri

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Mercoledì, 13 Febbraio 2008

SAN VALENTINO LIBRESCO
Tempo fa ebbi modo di discutere con un mio amico della festa di San Valentino.

A un certo punto gli domandai: “Lo sai perché il giorno di San Valentino coincide con la festa degli innamorati?”

Non rispose subito. Rimase soprappensiero per qualche istante.

Poi disse: “C’entra in qualche modo Rodolfo Valentino?”

Sembra strano, ma molti celebrano la festa degli innamorati senza aver la più pallida idea delle sue origini.

Chi è San Valentino?

Riporto di seguito alcuni stralci di fonte wikipedia (trovate l’articolo completo qui).

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valentino libresco
Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176 – Roma, 273) è stato un vescovo e martire cristiano italiano. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e successivamente dalla Chiesa anglicana: è considerato patrono degli innamorati e della città di Terni. Sue reliquie, si trovano in Sardegna presso la chiesa di Ozieri, in Umbria a Terni, suo paese d’origine, presso la Basilica di San Valentino e a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza, presso il Convento dei Cappuccini.

Fu convertito al cristianesimo ed ordinato vescovo da San Feliciano di Foligno nel 197.

Pare che San Valentino patì il martirio anche per aver unito in matrimonio una giovane credente cristiana e un legionario romano di religione pagana. Valentino contravvenne quella che era la regola del tempo, ossia l’impossibilità di conciliare religioni diverse. Bisognerà aspettare l’arrivo dell’imperatore romano Costantino I, che permetterà la libertà di culto, promulgando nell’anno 313 uno speciale editto di tolleranza, il cosiddetto editto di Milano.

Ma nell’anno 270 Valentino si trovava a Roma per predicare il Vangelo e convertire i pagani. Invitato dall’imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo tentando anzi di convertire l’imperatore al cristianesimo.

L’imperatore ebbe rispetto di Valentino e lo graziò affidandolo ad una nobile famiglia.

Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II il Gotico. L’impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani e i vertici della Chiesa di Roma e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Questo secondo arresto gli fu fatale: morì decapitato nel 273 d.C. per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.

La festa venne istituita un paio di secoli dopo la morte di Valentino, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità (i lupercalia dedicati al dio Luperco) una ispirata al messaggio d’amore diffuso dall’opera di San Valentino. Tale festa ricorre annualmente il 14 febbraio ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo. La città di Ozieri, che custodisce delle reliquie del santo, promuove 4 giorni di festeggiamenti, civili e religiosi, dal 13 al 16 febbraio.

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Vi propongo due libri che, nella loro estrema diversità, potrebbero essere due ottime idee regalo.

Si tratta di “L’alfabeto dell’amore”, antologia a cura di Luigi La Rosa, e di “Coppie diaboliche”, saggio scritto a quattro mani da Gordiano Lupi e Sabina Marchesi.

Due libri per ricordarci che: se nella maggior parte dei casi l’aver trovato l’anima gemella può essere l’apoteosi del buon sentimento, in alcuni casi può essere… letale (soprattutto per gli altri).

Ce ne parlano Simona Lo Iacono e Gianfranco Franchi.

Naturalmente siete tutti invitati a discutere dei due libri segnalati. Ponete pure domande agli autori (parteciperanno al dibattito). Simona Lo Iacono e Gianfranco Franchi mi daranno una mano a condurre e animare il dibattito.

(Massimo Maugeri)

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SAN VALENTINO LIBRESCO
“L’ALFABETO DELL’AMORE”, antologia a cura di Luigi La Rosa, Bur, 2008, euro 5

Notti dilavate da un ricordo. Che scorrono piano, con ondeggianze di veliero. Notti di sudore caldo e affossamenti in cuscini di piume. Notti che non passano .

Sono le notti degli amanti. Di quelli che si trovano. Di quelli che si lasciano. Di quelli distanti o colpevoli, che farfugliano promesse che non manterranno. Notti di attese, anche. Di chi non farà ritorno. In cui l’amore c’interroga – s’interroga – senza trovare risposta.

Un libro che contenga tutte queste notti è il sogno di ogni poeta. E, forse, potrebbe dipanarsi solo raccontando le notti di ognuno, le infinite ore di pienezza e desiderio, di baci scambiati o solo vagheggiati. E dirle seguendo un immaginario solco, un susseguirsi di lettere e vocali sillabate a fiato pieno, dando a ogni suono dell’alfabeto un nome, una storia.

E’ quanto fa Luigi La Rosa curando “L’alfabeto dell’amore” (BUR, le pillole).Un intreccio di voci che rimandano ad altre, frammenti di racconti o versi per narrare le notti di ciascun poeta. Per compiere un viaggio nel laccio che potentemente ci lega all’altro o che dell’altro ci fa smarrire l’ombra.

Luigi La Rosa trama un ordito di serrati nodi, intreccia a ogni lettera una parola, e ad ogni parola un racconto. “A” come attesa, “b” come ballo , “c” come caffè e di seguito le assonanze più ardite: “g” come grammofono, ”i” come Icaro, “z” come zampogna. E se l’attesa è quella di Madame Bovary che allestisce preparativi per accogliere l’amante, il bagno è quello di Elena di Troia che decanta i piaceri dell’acqua alla cugina. Se poi il caffè è quello in cui Annemarie Schwarzenbach dipinge una scena di seduzione, il grammofono è quello che spande toni di valzer sotto la nevicata che sorprende Norma e la Medusa nel romanzo di Melania Mazzucco.

Ritorni, mancanze, gelosie e spasmi del cuore. Un libro per celebrare l’incompiutezza dell’unione o l’esilio di anime in ricerca, l’alito incatenante di un bacio o le moviture lente dell’amplesso.

La scrittura si fa essa stessa desiderio inappagato, ferita da cui zampilla il canto. Cuce laddove l’amante ha sferrato un tiro mancino. Freme d’urgenze. Domanda, indaga, ma non trova risposta.

E non stupisce che Aristofane e Ovidio s’interroghino al pari di noi. Che attribuiscano all’amore forma d’uccello o di felino, che cerchino di dargli un corpo che lo ingabbi nella presa e lo renda comprensibile.

Nessuno, neanche i loro dèi, hanno saputo definirlo. Forse perché il suo mistero sta nell’intero intreccio. Nell’insieme dei ritorni, delle mancanze, delle gelosie e degli spasmi. In tutto ciò che il cuore umano può contenere: sfarinarsi di speranze e arrochirsi di voglie.

L’amore è tutto. Perché ci somiglia.

Simona Lo Iacono

Altre pubblicazioni curate da Luigi La Rosa per la Bur: Pensieri erotici e Pensieri di Natale

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SAN VALENTINO LIBRESCO
“COPPIE DIABOLICHE”, di Gordiano Lupi e Sabina Marchesi, Editoriale Olympia, 2008, euro 16,50

Dal delitto di Marostica al giallo di Omegna, passando per gli omicidi politici di Fioravanti e Mambro e per le banditesche e assassine imprese di Bonnie e Clyde: “Coppie diaboliche” è uno schedario di omicidi caratterizzati da una stretta collaborazione tra individui uniti da un legame passionale non estraneo alla morbosità. Questo legame passionale non è sempre amoroso; non mancano, nella galleria, fratelli, sorelle, padri e figli: talvolta non estranei all’incesto. Scritto con piglio cronachistico da Gordiano Lupi (già autore di “Serial killer italiani”, strutturato sempre come schedario tematico accompagnato da un’introduzione analitica) e dalla scrittrice e criminologa Sabina Marchesi, “Coppie diaboliche” propone opprimenti e angoscianti interrogativi a proposito del lato oscuro degli esseri umani: Lupi e Marchesi ricordano che siamo tutti potenziali assassini, e che la differenza tra noi e chi delinque e uccide è che il filtro della coscienza, dell’educazione e delle leggi in noi non è venuto meno, non s’è sgretolato; fattori scatenanti potevano e possono esseri vari e imprevedibili, disastrose fatalità o episodi di violenza, crolli psicologici e disordini emotivi. Il contesto e la casualità degli eventi vanno a incidere significativamente, in altre parole, su sensibilità a volte già gravate da terribili sofferenze vissute nell’infanzia, o caratterizzate da complesse dinamiche di interazione sociale o di affermazione individuale.

La loro inchiesta – circoscritta al Novecento e ai primi anni del Duemila, in Occidente – testimonia che non esistono elementi dominanti né fattori preponderanti nel determinare l’innesco di questi fatti delittuosi; possono esserne protagonisti individui borghesi o popolani, formidabili poliglotti o appena alfabetizzati, cittadini di una metropoli come di una provincia; protestanti, cattolici o ebrei; al limite l’atteggiamento ricorrente è la freddezza e l’assenza di rimorso, almeno nell’elemento incube della coppia. Nemmeno la ribellione o l’egocentrismo sembrano essere elementi nucleari o fondanti; sono atteggiamenti o approcci rappresentativi ma non esclusivi.

La coppia omicida si forma, tendenzialmente, per tratti complementari; c’è un elemento incube – di norma l’esecutore degli omicidi – e un elemento succube, soggiogato e sedotto; aiutante e di rado materialmente assassino. La coppia vive una sensazione di invulnerabilità, non estranea – nei soggetti più consapevoli, e nei casi di chiara premeditazione – al delirio di onnipotenza.

Uno dei punti di forza dell’opera sta nella capacità di integrare nelle schede reminiscenze cinematografiche o letterarie; non è difficile riconoscere la cifra stilistica lupiana in diversi frangenti, in questo senso (cfr. collegamenti ipertestuali alle recensioni dell’opera omnia, in appendice). Queste integrazioni dimostrano come la sensibilità estetica di diversi artisti ha cercato di illustrare senso e significati di eventi altrimenti indecifrabili, se non come atroci e improvvise esplosioni di lombrosiana pazzia; l’impresa non è evidenziarne le attenuanti, ma i fattori scatenanti: l’intelligenza non sta nella descrizione degli effetti e dei dettagli sanguinolenti, ma nella ricerca delle cause e nello studio dei contesti. Sarebbe rassicurante se da un’analisi come questa emergessero ripetizioni e costanti, magari a distanza di nazioni e di generazioni; purtroppo non è così e l’unica percezione comune e condivisa è quella di mortiferi, animaleschi inneschi che traviano esistenze altrimenti estranee all’esercizio della violenza.

Rischiamo la vita in strada e nel posto di lavoro, noi italiani contemporanei; l’assassino seriale è la strada, l’assassino seriale è la fabbrica. I numeri sono ben diversi e le dinamiche decisamente più atroci. Paradossalmente, sono meno imprevedibili. Non dobbiamo dimenticare che il differente impatto mediatico degli omicidi seriali rispetto alle “disgrazie” sul posto di lavoro o nelle strade inficia e altera le nostre percezioni di ciò che è realmente pericoloso, e di quel che andrebbe seriamente denunciato e combattuto. Questo libro – questo tipo di ricerca, intendo – potrebbe rivelarsi decisivo se accompagnato da un’opportuna e ulteriore serie di ricerche sociologiche e psicologiche: vostra figlia, ormai dovreste sospettarlo, non è Erika da Novi Ligure e voi rischiate di crepare molte decine di migliaia di volte più facilmente al volante che per le coltellate di un’adolescente viziata, dissociata e ribelle – con la complicità del suo succube fidanzatino. Ma su quel volante non si scriveranno inchieste.
Io le aspetto. Complete, come questa.


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