"Tornerà sicuramente utile a questa edizione - insiste Bonolis parlando con l'Adnkronos - il fatto che ci siano delle apparizioni e delle sparizioni, non legate alla scaletta". Quanto poi ai possibili risvolti politici della presenza di Grillo all'Ariston, il conduttore spiega: "Se in questa scelta c'è qualcosa di politico è una manovra di stampo clamoroso che servirà a veicolare quello che riterrà utile: una protesta? Una beffa? Una irriverenza? Vai a sapere cosa c'è nella testa di quell'uomo".
"Sicuramente - aggiunge - la circostanza del Festival è la situazione più clamorosa che poteva andare a rintracciare, su questo non ci piove. E per il Festival è un'occasione. Poi, se sotto il profilo politico, la mossa sia eticamente o deontologicamente ben valutabile, è tutt'altro discorso".
Alta tensione tra le file del Partito Democratico. "Il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, rassicuri i cittadini che pagano il canone sulle reali intenzioni del blitz di Beppe Grillo a Sanremo", avverte in una nota il deputato del Pd e segretario della Vigilanza Michele Anzaldi. "La Rai deve essere messa in condizione di poter fare il proprio lavoro senza assalti estemporanei - spiega Anzaldi - sarebbe gravissimo se il leader del partito che esprime il presidente della commissione di Vigilanza creasse un danno economico all'azienda e mettesse in difficoltà i lavoratori che permettono la realizzazione del Festival".