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Sarah abusata una seconda volta, dalla TV

Creato il 17 ottobre 2010 da Lalternativa

Ci sembra vergognoso, e quanto mai inopportuno, che Barbara D’Urso, nella sua trasmissione Domenica5, consenta ai suoi ospiti di strumentalizzare la terribile vicenda dell’omicidio della piccola Sarah Scazzi, per gettare fango sulle persone che vivono al Sud.

Ora vi raccontiamo cosa è accaduto nella puntata di domenica 17 ottobre. In studio c’è il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Casellati, la quale si assume la responsabilità di sostenere in diretta, davanti a milioni di italiani, che al Sud le donne non denunciano casi di abusi sessuali o di stalking (quest’ultimo non capiamo davvero cosa c’entri con la vicenda di Sarah) a causa di una cultura retrograda dei meridionali che, non c’è dubbio per il sottosegretario, metterebbero ai margini della società le donne che si rivolgono alle autorità per liberarsi dal mostro che le perseguita.Infatti al Nord, insiste il sottosegretario, sono molte di più le denunce di stalking.
Ragionando, non possiamo fare a meno di notare alcune cose. Cominciamo dal fatto che Sarah non era vittima di stalking, e passiamo all’assurdo rapporto tra il numero delle denunce con la cultura del posto in cui queste vengono presentate. Al Nord, probabilmente, le denunce sono maggiori perché i casi di stalking o molestie sessuali sono maggiori. E, poi, ricordiamo alla Casellati che il numero verde anti-stalking (lo hanno scoperto le Iene) rifiutava le chiamate degli uomini. Perché, è questo il caso di una vera forma di cultura retrograda, il ministero delle Pari Opportunità riteneva che solo le donne potessero essere vessate dagli uomini. E non viceversa. Dopo un intervento del giornalista delle Iene, forse, le pari opportunità saranno state ristabilite.
Ma torniamo a Domenica 5: subito dopo gli applausi scroscianti ricevuti dal sottosegretario anti-meridionalista, interviene una signora per dire: “Io sono pugliese, delle parti di Sarah, e confermo che se una donna del Sud denuncia viene emarginata”. “Non diciamo cazzate – dice tra ulteriori applausi – non diciamo cazzate”. Considerando che in Tv nulla accade davvero per caso, nonostante vogliano farci credere il contrario, ci potremmo porre interrogativi inquietanti.

In favore della D’urso, tuttavia, dobbiamo rilevare prima il suo tentativo di richiamare all’ordine la sboccata donna del pubblico, e poi anche quello precedente in cui ha provato a far ragionare i giornalisti corrispondenti da Avetrana, secondo i quali ‘certe cose’  accadono maggiormente al Sud.

Non avevamo dubbi sui legami ideologici del governo con le teorie razziste della Lega, ma chiediamo almeno un po’ di rispetto per la morte della piccola Sarah. Speriamo solo non si arrivi a dire, e sarebbe davvero gravissimo, che Sarah se l’è andata a cercare.

Vorremmo ricordare ai giornalisti distratti e alle conduttrici poco attente ai loro ospiti, che la Puglia è forse l’unica regione in cui si sta facendo davvero qualcosa per migliorare la condizione delle donne che in Italia, non certo solo al Sud, le vede ancora ai margini del mondo del lavoro, della politica, e dell’associazionismo. Non dimentichiamo che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è stato il primo a comporre una Giunta con 7 uomini e 7 donne. E in Puglia c’è la prima esperienza di un asilo nido pubblico in un aeroporto, dedicato non solo alle donne che lavorano nell’aerostazione ma anche alle famiglie che vi abitano vicino.


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