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Scarichi illegali, nei guai alcuni fornitori Apple

Creato il 09 agosto 2013 da Applecentury

Già alla fine dello scorso anno, Greenpeace aveva declassato Apple abbassandole il rating ambientale da 6 a 4,6. Adesso per la Apple i guai ambientali non sono finiti, perchè dalla Cina arrivano cattive notizie,  alcune ditte appaltatrici dell’azienda di Cupertino sono finite sotto inchiesta per inquinamento. Si tratta della Foxconn, un’impresa che tre anni fa era finita sotto i riflettori per il suicidio di una decina di suoi dipendenti, e della UniMicron: avrebbero scaricato dosi massicce di metalli tossici nei fiumi dell’area di Shanghai.

Scarichi illegali, nei guai alcuni fornitori Apple

A leggere la denuncia si evince che le sostanze nocive versate nel fiume avrebbero innalzato il tasso di alcuni tumori delle comunità che vivono lungo il fiume, tutto questo è venuto fuori dopo che la Cina ha iniziato un giro di controllo in seguito alla decisione di utilizzare il pugno di ferro contro chi inquina.

Pechino si è trovata davanti una situazione disastrosa, La quantità di veleni nell’aria delle città è diventata un deterrente che frena lo sviluppo. Le nuvole di polvere prodotte dall’avanzata della desertificazione raggiungono le coste americane. Alcuni dei principali fiumi non arrivano più al mare per un lungo periodo dell’anno.

Nel nuovo clima politico sono maturate le inchieste sui fornitori della Apple e sui terzisti che producono componenti per gli smartphone del marchio taiwanese Htc: avrebbero riversato metalli pesanti nel lago Tai, nel sud del paese.

“L’impatto ambientale della crescita dei consumi elettronici è significativo, soprattutto per le politiche poco trasparenti di molti dei colossi del settore”, commenta Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace. “E’ il caso della Apple ma non solo. Nel nostro rapporto del 2012 delle grandi aziende del settore solo una, l’indiana Wipro, ha avuto una valutazione sopra la soglia della sufficienza: 7,1″.

Fonte | Larepubblica


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