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Sci alpino: il ritratto delle giovani azzurre

Creato il 20 ottobre 2012 da Olimpiazzurra Federicomilitello @olimpiazzurra

Lo sci azzurro al femminile può vantare una grande quantità di giovani davvero interessanti, alcune delle quali già stabilmente nel giro di Coppa del Mondo. Non si può non partire da Federica Brignone, la quale, nonostante la notorietà e i successi già acquisiti, ha comunque appena ventidue anni: quest’anno, la carabiniera di La Salle andrà alla caccia del primo successo nel massimo circuito (dopo sei podi) e difenderà l’argento mondiale in gigante. Al suo fianco, nella squadra World Cup, c’è Elena Curtoni, grande promessa valtellinese in forza al Centro Sportivo Esercito: dal punto di vista tecnico, la ragazza di Cosio Valtellino è uno dei talenti più cristallini a livello globale, ma ha ancora bisogno di trovare, in Coppa del Mondo, una certa regolarità nei piazzamenti ad alto livello, oltre che di dover migliorare l’aspetto della scorrevolezza.

Nella squadra A è invece presente Lisa Magdalena Agerer, austriaca di nascita ma italiana da sempre. Ventun anni tra pochi giorni, la guardia forestale di Curon Venosta ha letteralmente cannibalizzato la scorsa Coppa Europa, con otto gare vinte, il successo nella classifica generale e in quelle di discesa e gigante. Proprio tra le porte larghe, Lisa ha disputato una seconda manche da urlo nella prova di CdM ad Aare a marzo, dimostrando di essere a suo agio anche tra le grandi campionesse con le quali, quest’anno, si confronterà continuativamente. Sua compagna di squadra è la romana Francesca Marsaglia, da un paio di stagioni stabile realtà delle prove veloci che potrebbe fare un ulteriore passo in avanti sin dalle gare di Lake Louise, pista che ha sempre dimostrato di gradire.

La squadra B diretta da Alberto Ghezze ha al suo interno una serie di profili che lasciano ben sperare per il presente e soprattutto per l’avvenire. Cominciamo dalla non ancora ventenne Sofia Goggia, autrice di un’ottima stagione in Coppa Europa prima di un brutto infortunio dal quale, comunque, si è pienamente ristabilita: i brillanti risultati di gennaio e febbraio le sono bastati a vincere la coppetta di supercombinata e a guadagnarsi il posto fisso anche in supergigante, la disciplina dove, probabilmente, sa dare il meglio di sé; tecnica e scorrevolezza non mancano alla giovane bergamasca che, in questa nuova annata, alternerà il massimo circuito a quello continentale. Sua conterranea è Michela Azzola, chiamata al debutto le grandi proprio a Sölden: la finanziera della Val Seriana promette molto bene soprattutto nello slalom, settore che, da sempre, rappresenta la croce dello sci femminile azzurro e nel quale potrebbe dunque ritagliarsi uno spazio importante.

In Coppa Europa, con la possibilità eventualmente di guadagnarsi una chance per la CdM, cercheranno di far bene Janina Schenk, Michela Borgis e le giovanissime Alessia Medetti e Karoline Pichler: la Schenk, gardenese di Santa Cristina, va forte nelle prove veloci e quest’anno cercherà una maggiore continuità nei risultati; la Borgis ha ottenuto piazzamenti interessanti soprattutto tra i paletti stretti, mentre le ultime due hanno davvero poca esperienza nel circuito continentale e proprio lì tenteranno di conquistare i primi risultati importanti.

Nel progetto FuturFisi, a fianco di alcuni talenti di 16-17 anni sulle quali è troppo presto per esprimere un primo giudizio, un nome da segnarsi è quello di Nicole Agnelli, ventenne della Valmalenco troppo spesso frenata dagli infortuni: medagliata al team event di Roccaraso, la ragazza di Caspoggio è di fatto stabilmente aggregata al gruppo di Coppa Europa e, se venisse lasciata in pace dalla sfortuna, potrebbe davvero mettere in mostra tutte le sue potenzialità. La bresciana Ida Giardini, vincitrice del Grand Prix juniores, ha invece già avuto modo di ben figurare a livello continentale, dove quest’anno potrà esprimersi con maggiore regolarità, nonostante un lieve problema ad un braccio che ha caratterizzato l’ultima parte di preparazione.

foto tratta da meinbezirk.at

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OA | Marco Regazzoni

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