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Sclerosi Multipla: scoperte REALI nella ricerca

Creato il 01 ottobre 2014 da Yellowflate @yellowflate

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di Joan Beal – CCSVI in Multiple Sclerosis (USA)

E’ stato un mese intenso per la ricerca sulla sclerosi multipla (SM). Volevo fornire una breve panoramica sulle nuove pubblicazioni in uscita su riviste vascolari, che collegano CCSVI e SM ad un rallentato flusso sanguigno cerebrale, a cambiamenti del flusso del liquido cerebrospinale e a fattori di coagulazione.

Per quanto i neurologi e gli immunologi continuino ad affermare che questa ricerca è morta, finita — ci sono ancora decine di pubblicazioni in stampa o in corso di pubblicazione che spiegano il collegamento vascolare tra la CCSVI e le malattie neurologiche. Questa ricerca è tutt’altro che finita, poiché sempre più ricercatori internazionali si uniscono nell’esplorazione.

1. La Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari (ISNVD) – un gruppo multidisciplinare di ricercatori, ha pubblicato le sue linee guida con le raccomandazioni per uno screening multimodale non invasivo e invasivo per l’individuazione di anomalie venose extracraniche indicative di CCSVI.

Il testo completo è disponibile qui:

http://www.jvir.org/article/S1051-0443(14)00746-5/fulltext

Queste linee guida sono estremamente importanti, perché affrontano la variabilità dei risultati ottenuti da altri ricercatori esaminando il flusso venoso alterato nelle persone con SM — e forniscono le prime raccomandazioni mai standardizzate su imaging e valutazione. Sono state scritte da alcuni dei più importanti esperti mondiali di vene e di imaging.

La ISNVD raccomanda l’uso di un approccio multimodale di imaging non invasivo ed invasivo per identificare in modo ottimale le anomalie venose extracraniche strutturali/morfologiche ed emodinamiche/funzionali indicative di CCSVI. E’ necessaria la creazione di criteri di imaging più quantitativi per l’ulteriore caratterizzazione di queste anomalie venose. Lo screening e il monitoraggio di queste anomalie venose con l’uso di un approccio combinato di imaging non invasivo ed invasivo dovrebbe contribuire a stabilire l’incidenza reale e la prevalenza di anomalie venose extracraniche indicative di CCSVI in varie popolazioni. Inoltre, un approccio di imaging multimodale chiarirà se queste anomalie possono provocare significative conseguenze emodinamiche nel drenaggio venoso intracranico. I protocolli di imaging non invasivo ed invasivo proposti rappresentano un primo passo verso la creazione e la convalida di criteri per la rilevazione e il monitoraggio delle anomalie venose extracraniche indicative di CCSVI in studi in aperto o in doppio cieco randomizzati controllati. La ISNVD riconosce che la rapida evoluzione della scienza e il crescente interesse in questo campo faciliterà nel prossimo futuro un raffinamento di questi protocolli.

2. Un altro sforzo di collaborazione internazionale guarda alla dinamica del liquido cerebrospinale (CSF) nella SM, utilizzando la risonanza magnetica a contrasto di fase. Alla guida di questa ricerca c’è un esperto di imaging riconosciuto a livello internazionale, il prof. E. Mark Haacke.

Questa ricerca ha diviso i pazienti con sclerosi multipla in due gruppi, quelli con stenosi delle vene giugulari interne (ST), e quelli senza IJVs stenotiche (NST). Sono state osservate variazioni del deflusso nei soggetti con vene stenotiche.

Il ritardo tra l’inizio dell’inizio della sistole e il deflusso del CSF è stato maggiore nella SM ST rispetto alla NST. E’ stato osservato un minor flusso della IJV nella SM ST rispetto alla NST. Nessuna delle misure erano differenti tra i diversi fenotipi della SM. Questi risultati suggeriscono che le alterazioni della morfologia della IJV influenzano sia il flusso della IJV che il tempo del flusso del CSF ma non l’ampiezza del flusso del CSF.

http://benthamscience.com/journal/abstracts.php?journalID=cnr&articleID=124278

3. Legata a questa compromissione della dinamica del deflusso del CSF, un’altra recente pubblicazione ha scoperto con la risonanza magnetica (MRI) che il terzo ventricolo nel cervello delle persone con CCSVI era molto più grande rispetto ai controlli sani. Il terzo ventricolo è uno dei quattro ventricoli nel cervello, ed è pieno di liquido cerebrospinale (CSF). Nei cervelli normali è una cavità stretta e il CSF scorre liberamente in modo tempestivo. In quelli con idrocefalo o idrocefalo normoteso, questo ventricolo si espande.

http://ccsviinms.blogspot.com/2012/11/normal-pressione-idrocefalo-once.html

Questo accumulo di liquido può danneggiare il cervello. E il terzo ventricolo è ingrandito nei pazienti con CCSVI, indicando che una mancanza di velocità del flusso venoso si ripercuote sul flusso del CSF.

Nel gruppo SM-CCSVI, il diametro del terzo ventricolo era di 6,2 ± 1,7 mm (da un minimo di 2,5 mm ad un massimo di 9,2 mm, con una media di 6,3 mm e una modalità di 6,0 mm). I nostri dati hanno dimostrato che 29 pazienti (88%) avevano un aumento di diametro del terzo ventricolo, mentre solo quattro pazienti (12%) avevano dimensioni fisiologiche (inferiore a 4 mm) paragonabili a tutti i soggetti sani del gruppo di controllo (27.28%). Questi risultati indicano che l’aumento di diametro del terzo ventricolo potrebbe rappresentare un criterio di positività di malattie neurologiche nei pazienti con CCSVI.

http://www.dovepress.com/increased-size-of-third-ventricle-in-patients-with-multiple-sclerosis–peer-reviewed-article-JVD

4. Infine, un gruppo di ricercatori vascolari ha osservato come un trattamento endovascolare della CCSVI con successo cambia il sangue. Il fatto che la sclerosi multipla sia correlata a livelli più alti di fibrina, ET1 ed altri marcatori dell’ipercoagulazione e della disfunzione endoteliale è già stato fermamente stabilito.

http://ccsviinms.blogspot.com/2014/03/blood-matters.html

http://ccsviinms.blogspot.com/2012/11/whats-sangue-ha-a-fare-con-esso-nov.html

Questo gruppo voleva vedere se questi marcatori del sangue cambiavano, una volta che veniva ristabilito il normale flusso venoso. Infatti, uno stato di attivazione della coagulazione più basso era associato con un migliore risultato clinico. Un’altra connessione con il sangue e l’endotelio.

E’ stato osservato che l’attivazione della coagulazione e i parametri di disfunzione endoteliale si erano ridotti a 1 mese e stabilizzati fino a 12 mesi di follow-up, ed erano inoltre associati ad un buon risultato clinico. Le procedure endovascolari eseguite da personale qualificato sono state ben tollerate; esse possono essere associate ad altri trattamenti attualmente adottati. Le correlazioni tra infiammazione, attivazione della coagulazione e malattie neurodegenerative sono qui supportate dalle variazioni osservate nei livelli plasmatici dei marcatori di attivazione della coagulazione e di disfunzione endoteliale.

http://journals.lww.com/bloodcoagulation/pages/articleviewer.aspx?mobile=0&year=2014&issue=10000&article=00012&type=Abstract&desktopMode=true

C’è molto movimento negli studi su come un alterato ritorno venoso colpisca il cervello nelle persone con CCSVI/SM, e su come il trattamento di questa insufficienza migliori i risultati clinici. Io vivo con una prova aneddotica. Per mio marito Jeff sono passati orami sei anni dal trattamento endovascolare e dalla riparazione delle vene giugulari malformate e del seno durale. Lui fa jogging, gira per il mondo, lavorando più che a tempo pieno, con un’inversione dell’atrofia della materia grigia. Il suo terzo ventricolo sembra normale alla risonanza magnetica, non ha avuto un’ulteriore progressione della SM. I suoi valori di coagulazione sono passati da una grave ipercoagulazione, alla normalità.

C’è una connessione. Non lasceremo sfuggire questa ricerca.

Rimanete sintonizzati,

Joan Beal

Fonte: http://ccsviinms.blogspot.it/2014/09/real-breakthroughs-in-ms-research.html


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