Magazine Diario personale

Scrivo

Da Ibridodirisonanza
Scrivo per sfogo. Ho sempre fatto così. Scrivo i pensieri che ho in testa. Anche quando ho una storia, non è che comincio a scrivere e poi invento al momento. Non scrivo se non ho tutta la storia ben definita in mente. Posso partire dall'inizio o dal finale, ma l'importante è che mi immagini tutta la storia in mente. La mia testa è piena di storie a metà, di frammenti, di finali senza testa, di immagini rare, battute senza contesto, dialoghi senza senso. Scrivo quando ho qualcosa che mi frulla in testa, che mi tartassa, che mi blocca. E allora la scrivo, così la blocco per sempre sul foglio, virtuale o meno e la cosa non mi tormenta più, è come se la dimenticassi e non ci penso più. Scrivo di getto. Non leggo mai quello che scrivo, né lo correggo, in primo luogo perché non mi piace mai. Trovo sempre errori, non mi piace come imposto le frasi, come le continuo, come le finisco. mi verrebbe da riscriverlo daccapo ma anche lì troverei altri errori e così via, all'infinito. La frase perfetta non è qualcosa alla mia portata. In secondo luogo non rileggo mai quello che scrivo perché il mio lavoro è finito lì, dopo aver cliccato l'ultimo punto. Il mio scrivere è solo un'istantanea del mio cervello, un attimo sfuggevole, la storia di un minuto. Non mi ricordo mai di quello che scrivo, che parola ho usato, perché l'ho scelta, cosa volevo dire in quel momento. Appartiene al passato, dopo 10 secondi non mi rappresenta più. Se l'avessi scritto dopo un'ora l'avrei scritto in un modo totalmente diverso, perché dopo un'ora avrei pensato ad altro. Rileggo solo dopo tempo, per rivivere quell'attimo, per vedere la persona che ero allora, per vedere come sono cambiato. Come rivedere un album di foto di quand'eri piccolo.Scrivo essenzialmente per me stesso o per il mio Ego. Non ho mai realmente scritto solo per qualcun'altro. Scrivo per dimenticare, per seppellire pensieri e per riscoprirli solo dopo anni, come piccoli tesori nascosti e luccicanti, per rivivere epoche svanite.Scrivo per dimenticare e per poi poter ricordare.

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