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Scuola, Profumo di neutrini

Creato il 06 marzo 2012 da Albertocapece

Scuola, Profumo di neutriniLicia Satirico per il Simplicissimus

È giunta l’ora dell’alfabetizzazione motoria. Ci piacerebbe dirvi che questa è la citazione di uno sketch dei Monty Python, ma la frase è di Francesco Profumo. Lo sketch è la scuola pubblica italiana, minacciata dalla nascita dei licei sportivi a partire dal prossimo anno scolastico. Si tratta di un’articolazione del liceo scientifico e prevede, a detta del ministro dell’Istruzione, «un incremento delle ore di educazione fisica e delle discipline connesse alla gestione del fenomeno sportivo». Ultimate le procedure amministrative, nel 2013 si partirà con la ricerca di strutture e insegnanti e, nel 2014, con le lezioni. Niente latino o storia dell’arte: al liceo sportivo si studieranno diritto ed economia dello sport, scienze motorie (ovvero la vecchia educazione fisica dopo il restyling ministeriale) e “discipline sportive”. Non chiedeteci quale sia il destino dell’italiano, perché il movimento è intrinsecamente ostile alla parola scritta e parlata. Non chiedeteci se le sezioni femminili prevederanno corsi di cheerleading o moduli di lezione sul rapporto tra veline e sport agonistici di classe superiore.

Codesto solo possiamo dirvi: per Francesco Profumo, «le ricerche provano come la poca attenzione all’educazione fisica a scuola non solo porti a un peggioramento della qualità della vita, ma contribuisca anche a un aumento dei costi nel corso della vita per porvi rimedio»: è un modo intrigante per dire che il corpo sano è il pretesto per tagliare le spese mediche. Nell’ottica salutistica del ministro, le discipline sportive invaderanno – per il nostro bene – tutti i corsi di studio: un protocollo d’intesa tra Coni e Miur imporrà l’attività muscolare nelle scuole di ogni ordine e grado, e nell’ambito del contratto nazionale di lavoro degli insegnanti sono già previsti 60 milioni di euro per finanziare le ore aggiuntive di educazione fisica. La coppa Cobram di fantozziana memoria sarà imposta a tutti, abili e disabili, sani e malati.

Perché uno studioso come Francesco Profumo si entusiasma di colpo all’idea delle scienze motorie? Perché l’idea non è sua: è di Mariastella Gelmini, che la propose su sollecitazione della deputata Pdl Manuela Di Centa. L’otto settembre scorso il Consiglio dei ministri aveva approvato uno schema di regolamento per l’istituzione dei licei sportivi.
La Gelmini aveva visioni tutte sue sulla scuola: nel 2010 aveva siglato un’intesa con La Russa per il progetto “Allenati per la vita”, che prevedeva percorsi di addestramento ginnico-militare con tanto di uso di pistole ad aria compressa e lezioni di tiro con l’arco. Ma la Gelmini era la Gelmini: da lei ci si aspettava ormai la reintroduzione delle lezioni di economia domestica per le massaie del terzo millennio, l’istituzione dei licei televisivi e lo smantellamento delle vecchie scuole pubbliche per la creazione di aree di verde.

Profumo è un accademico dalla carriera prestigiosa: da rettore del Politecnico di Torino ha molto criticato le riforme che adesso vara da ministro, in perfetta continuità con la signora dei neutrini. In verità l’annuncio dell’istituzione dei licei sportivi arriva insieme a una notizia curiosa. Un emendamento etilico del Pd al Semplifica-Italia prevede l’assunzione di diecimila nuovi docenti grazie a un aumento della tassazione su birra e alcolici: i viziosi finanzieranno con le loro turpi abitudini l’alfabetizzazione motoria delle nuove generazioni?

Il rilancio della cultura classica, ritenuta superata non solo nei metodi ma nei contenuti, può attendere. Il liceo sportivo sembra sospeso tra un passato ingombrante e un futuro orwelliano: tra il mito dell’efficienza fisica caro ai regimi autoritari e la neolingua che semplifica le parole per annientare le idee. In una dichiarata incompatibilità tra bellezza ed efficienza, i giovani di domani ignoreranno che il moto non è diverso dalla stasi e che la testuggine è più veloce del fulmine. Praticheranno nuoto e sci di fondo ma non studieranno mai la Venere di Botticelli, né i carmi d’amore di Catullo. Saranno gli stessi giovani che, nel pieno dello splendore muscolare, approderanno tra le macerie di un’università che lotta per sopravvivere, cui Profumo sembra aver chiuso le valve della sua attenzione.

La scuola italiana è in agonia ma punta sull’agonismo, è immobile ma scommette sul movimento. Terrorizzati dall’analfabetizzazione non motoria, siamo molto confusi: i neutrini del celebre tunnel, che corrono verso il nulla alla velocità delle bufale, potremmo essere noi.


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