Secondo Nomisma il rendimento medio lordo annuo di un immobile residenziale in affitto in Italia si è attestato nella seconda metà del 2012 al 4,36% lordo. Questo equivale a un rendimento annuale netto – in caso di applicazione della cedolare secca con aliquota al 21% – del 3,4 per cento. Se poi guardiamo quanto può fruttare la liquidità vincolata sino a 24 mesi su un conto deposito, oggi si possono trovare offerte di rendimento annuale lordo che arrivano al 5%, che al netto della ritenuta fiscale del 20% applicata sui depositi bancari, equivale ad un rendimento annuale netto del 4 per cento. «Quindi – spiega Stefano Rossini, amministratore delegato di MutuiSupermarket.it – il proprietario di un immobile potrebbe ragionevolmente pensare di vendere la propria casa nei prossimi sei-otto mesi, rinunciando a un rendimento netto da locazione del 3,4% per poi investire la liquidità con un rendimento netto da conto deposito del 4 per cento.
Un pari investimento di 200mila euro in uno dei conti deposito oggi più aggressivi (che arrivano appunto al 4% al netto della ritenuta fiscale del 20%) frutterebbe invece 8mila euro. Bisogna però sottrarre anche l'imposta di bollo che da quest'anno è molto più salata sui conti di deposito, equiparati agli altri prodotti finanziari. Se nel 2011 era di 1,81 euro, nel 2012 – dopo la mini-patrimoniale inserita dal governo Monti del decreto salva-Italia – passa all'1 per mille fino a un massimo di 1.200 euro (dal 2013 salirà all'1,5 per mille senza massimi). Nel nostro caso, considerando un deposito di 8mila euro l'imposta passerebbe da 1,81 a 80 euro. Alla fine comunque la strategia del conto di deposito porterebbe all'investitore un reddito netto annuo di 7.920 euro. Oltre duemila euro in più rispetto a quanto guadagnato dall'affitto dell'immobile. Chi detiene una casa, inoltre, deve fronteggiare le previsioni di un ribasso delle quotazioni nei prossimi mesi.TRATTO DA SOLE24ORE.IT 5 LUGLIO 2012