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Se sei bello ti pubblico!

Creato il 20 maggio 2011 da Gloutchov

Se sei bello ti pubblico!Quanto conta la nostra immagine per il successo del libro che tentiamo di promuovere?
Mi allaccio a questo articolo de Il Corriere della Sera dove si affronta con serietà un argomento che potrebbe sembrare piuttosto superficiale ma... che in verità non lo è.
L'articolo cita per l'appunto un autore diventato famoso ultimamente (ma ovviamente non solo lui) per fare degli esempi rappresentativi di quanto l'immagine sia funzione determinante della credibilità (o meglio, come dice l'articolo, dell'autorevolezza):

...Immaginate se Roberto Saviano (il più famoso scrittore della mia generazione, oltre che un caro amico) si presentasse in tv abbronzato, con un gessato grigio, scarpe Alden e una cravatta di Marinella. Be’, temo che in un solo istante persino Gomorra perderebbe ogni autorevolezza presso un ampio spicchio di pubblico. L’opera di Saviano, come di recente ha affermato Walter Siti, intervistato da «la Repubblica», è consustanziale al suo aspetto di Cristo pasoliniano. Nella medesima intervista Siti (altro caro amico) si soffermava sul mio contegno e sul mio antiquato modo di vestire, capaci di convincere la signora bene di avere a che fare con un vero scrittore, un tipo saggio e all’antica...

Questa è l'epoca dell'immagine. Epoca iniziata con l'avvento della televisione e, confermata alla luce del Sole quando a essere eletto Presidente degli Stati Uniti fu un noto attore Hollywoodiano. Il valore delle parole deve quindi passare attraverso un volto che sappia attirare i potenziali interessati. Bisogna essere credibili esteriormente, oltre che interiormente. Non potremmo mai proporre scritti 'maledetti' presentandoci al pubblico come personcine educate e ben vestite. Non potremmo mai proporre ambientazioni ombrose senza mostrare una personalità adatta. L'immagine è legata inscindibilmente al contenuto... e se ci pensiamo bene, non è un caso che personaggi noti sui media abbiano acquisito una credibilità letteraria nel mercato dei best sellers (la critica non manca mai, ma il successo è innegabile).
Tutto ciò è, per certi versi, una cosa positiva. Lo scrittore viene rivalutato come persona. Il libro diventa immagine dell'autore e, quest'ultimo diventa personaggio pubblico (nel bene e nel male), acquisendo una visibilità che probabilmente in altri tempi non gli era concessa, mentre in tempi ancora precedenti era la normalità.I salotti letterari dell'ottocento, dei primi del novecento, sono praticamente scomparsi dalla mondanità dell'epoca moderna. Oggi però, timidamente, gli scrittori tornano a essere importanti nella società e, consultati nei dibattiti, ascoltati e valutati con attenzione nelle loro opinioni.E' ovvio che siamo lontani da quanto accadeva nell'epoca d'oro in cui i salotti letterari erano luoghi ambiti da frequentare e, probabilmente quei tempi non torneranno mai più, ma...
Ciò che ci prospetta il presente e il futuro prossimo è una evoluzione culturale interessante e, allo stesso tempo, capace di far nascere moltissimi dubbi.C'è il rischio che il personaggio scrittore venga costruito a tavolino per sottolineare la tipologia di opere che propone. C'è il timore che l'avvenenza fisica di un autore lo aiuti a sopravanzare altri scrittori (bruttini) nella lista dei pubblicabili. C'è il dubbio che un personaggio di bell'aspetto presti la propria immagine per meglio promuovere un romanzo rispetto al vero volto dell'autore (n.d.r. il suo avatar?).
A parte i timori, a parte le critiche selvagge, a parte questo e quello, non possiamo fare finta di nulla. Ci si veste bene per i colloqui. Ci si veste bene nelle occasioni importanti. Ora dovremo apparire adeguati anche per presentare i nostri racconti. Per adeguati, intendo, dovremo rappresentare ciò che i nostri racconti dicono di noi. Essere interessanti. Essere coerenti con ciò che scriviamo. O, per lo meno, dovremo provarci.
Torno a citare l'autore dell'articolo (Alessandro Piperno), il quale a sua volta cita Baudelaire:

«L’aspetto fisico degli artisti ha sempre eccitato una ben legittima curiosità»

Andate a leggere l'articolo... è davvero interessante.


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