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“Se si capisce non è poesia”

Da Paolo Statuti

 

 

 

   Tempo fa, benché sia decisamente contrario a questo tipo di competizione letteraria, partecipai a un concorso nazionale di haiku. Ascoltando la voce della mia Musa un po’ romantica e amante della natura, scrissi:

 

L’arpa del fiume

 

e gli zufoli-uccelli

 

danno un concerto

 

 

   Prima di spedirla però, chiesi il parere a un mio amico critico, abbastanza noto e ascoltato. Ci incontrammo nel parco vicino casa mia, approfittando di una bella giornata di primavera. Dopo aver parlato un po’ del più e del meno, gli lessi il mio haiku. Storse subito la bocca e mi guardò sorpreso, poi disse:

 

- Paolo, ma questo è un haiku destinato a passare del tutto inosservato. E’ banalmente chiaro, troppo evidente, devi renderlo meno immediato, morfologicamente più…come dire…articolato a incastro…è questo che oggi si richiede alla poesia…capisci cosa voglio dire?

 

- No…

 

- Non fa niente, non é importante capire, per questo noi critici ci esprimiamo in questo modo…Dunque cerca di cambiare, pensaci un po’, dispiega le ali della fantasia, vola nella vastità del lessico, trova qualcosa di veramente poetico…

 

   Mi concentrai, cercando di volare come lui suggeriva, ma più che un’aquila che solca i cieli con le sue grandi ali, mi sentivo un pipistrello che vola alla cieca nel buio di una grotta. Dopo una decina di minuti, con un misto di timore e di speranza, lessi:

 

 

L’arpa dell’onda

 

e gli zufoli alati

 

all’unisono

 

 

- Ma no! E’ ancora troppo chiara, ma allora non mi sono spiegato!

 

- Va bene…un momento, forse adesso:

 

 

Le corde ondose

 

e i becchi zufolanti

 

suonano a sera

 

 

come ti sembra?

 

- Un po’ meglio, ma ancora non ci siamo…

 

- Forse, non so… meglio così?…:

 

 

L’onda incordata

 

e i sonori becchi

 

riconcertano

 

 

- Dai, ci sei quasi, fa’ un ultimo sforzo!

 

- Che ne dici allora di questo?…:

 

 

L’incordatura

 

delle note spezzate

 

sale sull’onda

 

 

- Oppure???…- mi chiese fissandomi, come se volesse sostituirsi alla mia Musa.

 

- Oppure…:

 

 

Fibrillazione

 

do re mi fa sol la si

 

anima inquieta

 

 

- Sììì, finalmente, ora mi sembra perfetta, ammetterai che c’è una bella differenza con la tua prima versione!

 

- Ma veramente…non capisco molto il nesso…

 

- Il nesso?!…Il nesso è morto, non serve, o per lo meno non è essenziale…C’è la musica, cioè una delle tue tre ali e c’è l’anima del poeta che deve essere inquieta, altrimenti che poeta sarebbe? Mandala al concorso e fammi sapere come è andata.

 

   La mandai senza la minima convinzione, anzi col timore che pensassero che li stavo prendendo in giro, e invece…e invece no! Il mio haiku vinse il primo premio con tanto di medaglia e di diploma. Ma non lo dissi al mio amico, perché malgrado tutto, non condividevo e non condivido ancora oggi ciò che mi disse, quando ci lasciammo al termine del nostro incontro nel parco: – Paolo, ricorda sempre una cosa – se si capisce non è poesia!

 

 

     Paolo Statuti

 

 

(C) by Paolo Statuti

 

 

(Vedi anche nel mio blog il post “Come diventare un vate” di Jan Brzechwa)

 

 



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