Espessione imbronciata, per non dire assente. Sean Penn ,nel primo film estero di Paolo Sorrentino, guarda verso un punto fisso senza concedersi facilmente alla camera, con un atteggiamento schivo e le ciglia aggrottate. Interpreta una rockstar all'alba della decadenza personale e famigliare. E' un pò Robert Smith dei Cure, con lo sguardo che oscilla tra Pierrot e Renato Zero, forse leggermente più mascolino. Nel cast Frances McDormand. La sepranza è che Sorrentino rimanga caustico e cinico, piuttosto che incline alla tradizione europea-statunitense classica. E sappiamo che, a livello tecnico, la sua mano non è inferiore a nessuno. Non a caso, David Byrne firma la soundtrack.