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Secret: ingiunzione di rimozione dall’App Store

Creato il 21 agosto 2014 da Nextgenteam @nextgenteam10

Secret: ingiunzione di rimozione dall’App Store
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Secret: ingiunzione di rimozione dall'App Store

Ieri un giudice Brasiliano ha ordinato ad Apple e Google di rimuovere la nota app per la messaggistica anonima Secret dai propri store e dai device degli utenti tramite un intervento da remoto.

Paulo Cesar de Carvalho, della Quinta Corte Civile di Victoria, ha imposto anche a Microsoft la rimozione dell’app equivalente, Cryptic, dal Windows Phone Store. Le tre aziende avranno 10 giorni di tempo per la rimozione, uperato il limite imposto dall’ingiunzione, le compagnie dovranno affrontare una sanzione pecuniaria di 20.000 Reali Brasiliani (che corrispondono a circa 8.860$ statunitensi) per ogni giorno che l’app rimarrà disponibile al download da parte dell’utenza.

Non è chiaro però se l’ingiunzione preveda l’applicazione di questa rimozione solo nei device iOS venduti nel paese o anche i dispositivi portatili importati e usati dai visitatori.

La decisione di Carvalho arriva in seguito ad una decisa azione del pubblico ministero Marcelo Zenkner, che ha chiesto l’interdizione dell’applicazione sul suolo brasiliano, spiegando che la Costituzione Brasiliana (PDF) proibisce la libertà di espressione anonima. Il significato dell’Articolo 5 della costituzione è molto dibattuta nel paese, poiché alcuni credono che l’anonimia non dovrebbe essere permessa quando vìola i diritti umani fondamentali.

Applicare questa linea di pensiero alle app come Secret servirebbe a proteggere la popolazione da fenomeni di bullismo o più specificatamente da cyber-bullismo anonimo. L’atto civile originario del pm Zenkner, dalla quale deriva la decisione del giudice, cita un caso in cui il consulente di marketing Bruno Machado ha ritrovato foto di nudità con un testo che diceva che lui fosse positivo all’HIV.

La sentenza fa luce sulla così detta Black List di Apple, che può disabilitare da remoto un’app installata revocandone il certificato. Un iPhone, per esempio, collegato alla rete richiama periodicamente i server per recuperare una lista di app verificate, rendendo quelle presenti in blacklist inutilizzabili.

Ancora non esiste un caso del genere documentato, in grado cioè di fornire il meccanismo qui sopra citato, l’ordinanza prescrittiva Brasiliana potrà non avere successo o Apple deciderà di intervenire?

Di solito l’azienda non si è mai tirata indietro nella rimozione di app che potevano ledere e offendere, ma ha sempre lasciato i suoi certificati. In questa maniera, l’App Store è in grado di poter rimborsare i clienti che potrebbero aver acquistato l’applicazione incriminata.

E voi cosa ne pensate? Usufruite del servizio Secret? Nel mondo degli smartphone può esistere ancora una lieve parvenza di anonimia? Fatecelo sapere nei commenti.

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