Sei scrittore? Meglio controllare il disco rigido

Da Marcofre

Lo so, non dovrei scrivere questi post perché i lettori si aspettano sempre che si parli di lettura o scrittura, da queste parti. Però tutti abbiamo un computer per gestire posta, contatti, lavoro, foto e via discorrendo. Invece di osservarlo con timore, è meglio farne la conoscenza e capire se è davvero così ostico da comprendere, o se invece possiamo per esempio fare amicizia con certe caratteristiche per proteggerci dai malfunzionamenti.

Una delle componenti hardware più preziose è di certo il disco rigido, ma come si sa niente è perfetto a questo mondo; può guastarsi a ogni istante e per questa ragione è necessario effettuare sempre e con regolarità il backup dei dati.

Da alcuni anni i computer Apple (come altre macchine, credo), supportano la tecnologia S.M.A.R.T: vale a dire?
Si tratta dell’acronimo di Self-Monitoring Analysis and Reporting Technology, che ha il compito di individuare gli indizi (gli errori) di un potenziale collasso del disco rigido, prima che si manifesti con la sua consueta dose di prevaricazione.

Per cominciare a fare la sua conoscenza basta premere la mela in alto a sinistra e dal menu scegliere “Informazioni su questo Mac” e apparirà una finestra. Prima di procedere: un clic sulla scritta “Versione 10.7.3” e compatirà la build, cioè la versione compilata del sistema operativo durante la fase di sviluppo. Una volta che questa è giunta al termine, ed è stabile, viene rilasciata, ma conserva sempre quella numerazione.

Un altro clic su quella scritta farà comparire… il numero di serie del Mac. Meglio segnarselo da qualche parte: in caso di furto potrebbe essere utile segnalarlo su alcuni siti in modo da ostacolare la rivendita del Mac da parte dei ladri, e magari aiutare in qualche maniera le forze dell’ordine nel recupero.

Premiamo il pulsante “Più Informazioni” per fare la conoscenza con una nuova finestra. Non siamo ancora arrivati. Un clic su “Resoconto di sistema” e saremo catapultati in una serie di ricche informazioni sull’hardware del Mac.

A sinistra c’è appunto la colonna “Hardware”. Evidenziamo la voce “ATA seriale” e nella sezione centrale della finestra andiamo alla ricerca dello “Stato S.M.A.R.T.” Se la scritta che compare dice: “Verificato”, tutto procede per il meglio.

C’è una piccola applicazione gratuita che permette di tenere d’occhio lo stato del disco rigido senza aprire troppe finestre. Si chiama SMARTReporter, e ne esiste anche una versione a pagamento. Una volta installata possiamo per esempio scegliere che l’icona del programma compaia nella barra dei menu. Decidere quando effettuare il controllo del disco (nell’esempio qui sotto, ogni 60 minuti, ma ciascuno è libero di impostare l’intervallo che desidera), e soprattutto il modo di notificare eventuali errori (anomalie) del disco. Tramite mail, finestre pop-up o Growl.

Avremo anche la possibilità di lanciare SMARTReporter al login (cioè quando iniziamo la sessione di lavoro con il Mac, e che di solito, viene chiamato “Avvio”; in effetti è l’avvio, ma sarebbe opportuno definirla una sessione di lavoro che si apre. Qui però rischiamo di incartarci in dettagli che è meglio lasciare fuori dal post, perché si dovrebbe parlare di multi-utenza. Avete già i brividi, vero?).

Premendo l’icona dell’applicazione sulla barra dei menu e evidenziando “Mostra il log” lanceremo l’applicazione “Console” per dare un’occhiata a come vanno le cose.

Questa tecnologia funziona? Esiste, può essere di aiuto, ma a volte il collasso di un disco è talmente repentino che nemmeno si comprende cosa sta accadendo.

Un vecchio documento di Google frutto dello studio sulla montagna di dischi rigidi usati dal motore di ricerca nei suoi server, rivelava che il guasto a un disco rigido può verificarsi o dopo tre anni di uso, o entro i primi sei mesi dall’acquisto.
La causa dei guasti? Non le dimensioni dei file trattati bensì… gli sbalzi di temperatura.


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