Segnalo un bell'articolo del blog Centostorie riguardo la legge sugli sconti sui libri. Centostorie è una libreria per bambini indipendente di un quartiere periferico di Roma: Centocelle. Ci vuole coraggio per aprire un'attività commerciale di questi tempi, soprattutto una libreria indipendente, schiacciata da una filiera libraria autoreferenziale che ha gangli politici ed economici a cui ormai siamo abituati, o rassegnati.Trovo quest'articolo molto deprimente. Vedere in faccia la realtà delle piccole librerie schiacciata dal peso dei grandi gruppi editoriali è veramente triste. La legge sui prezzi dei libri potrà aiutarli? Secondo me lo farà in parte. Si assicurerà certamente una concorrenza migliore in un paese che si definisce liberale, ma che in realtà è oligarchico. Inoltre renderà più difficile per le case editrici aumentare indiscriminatamente i prezzi per poi vendere quegli stessi libri con sconti del 30%.
http://www.centostorie.it/public/wordpress/?p=2466
L'articolo de Il post citato è questo:
http://www.ilpost.it/2011/03/04/legge-levi-sconti-libri/
Differenziare i servizi.
Vengo da un'esperienza poco gratificante di web designer. In pratica, mi sono proposto per anni di creare siti web per piccole e medie imprese. E' un lavoro apparentemente facile, ma che in realtà non lo è. Servono conoscenze di ogni tipo: dalla programmazione (e io sono programmatore), al marketing, al web-content. Tante conoscenze che necessiterebbero una figura professionale completa e competente. Io, lo ammetto, sono soltanto un buon programmatore. Per il marketing e il web-content sono autodidatta. Ho letto libri, mi sono informato, ma per quanto possa aver studiato non sono assolutamente paragonabile a un laureato in marketing alla Bocconi. Per fare un buon sito quindi sono necessarie queste tre figure, ognuna delle quali dovrà lavorare per un mese a tempo pieno. Se lo stipendio pro-capite può essere quantificato in 1.200 euro netti (2.400 lordi circa), allora il sito costerà al cliente la bellezza di 7.200 euro. Nessuna piccola o media impresa è disposta a pagare tanto per due motivi:
- Non ha così tanti soldi da investire
- La maggior parte delle volte non è in grado di riconosce il lavoro di un professionista da quello di un web designer improvvisato.
A questo punto il lavoro verrà affidato a chi, invece di 7.200 euro, ne chiederà 500, magari in nero.
Bisogna quindi differenziare i servizi e offrire al cliente qualcosa che non tutti possono realizzare, e sicuramente non a quel prezzo.
Le piccole librerie devono offrire cose che le grandi catene in franchising non possono offrire. Innanzitutto, in nome della bibliodiversità, devono esporre libri di piccole case editrici. Devono promuovere attività collaterali alla vendita dei libri: mostre, feste, convegni: essere attivi, uscire dalla libreria e venire incontro al lettore potenziale. Questo mestiere sta cambiando, e non è detto che sia un male.




