Magazine Diario personale

Senza parole

Creato il 15 novembre 2012 da Povna @povna

Cara collega,
che – quando mi hai chiesto se ci fosse un giorno che non mi stava bene per fissare il Consiglio di classe straordinario con i genitori di Sornione (che è dislessico) e ti ho detto “generalmente il mercoledì, che così approfitterei del giorno libero per andare dall’Amico Scrittore, che sta a km 400 di distanza – hai risposto (a me! A me, ti rendi conto? Colei che più di una volta ha dormito sulla brandina della scuola) “il giorno libero non è un criterio sufficiente, se tutti lo chiedessero non sarebbe più possibile organizzare una riunione”.
E che dunque, in perfetta coerenza (con i porci comodi di tutti), hai fissato anche il nostro consiglio lo scorso mercoledì (“in questo modo facciamo tutti gli straordinari lo stesso giorno, e perdiamo meno tempo” – alla faccia della privacy delle famiglie, e del tempo lungo necessario per queste delicate situazioni).
Che, del resto come tutti, sei dovuta ricorrere a me perché ti mandassi, in allegato, i necessari documenti – perché non sei capace non dico di produrteli da sola (e sì che, da ingegnere, dovresti avere avuto a che fare, talvolta, con la legge sulla privacy), ma nemmeno di fermarti due minuti al computer della sala insegnanti, dove Mafalda li aveva messi, con cartello, alla comune disposizione.
Che ci hai ripetuto, più e più volte, “mi raccomando, dobbiamo essere uniti e presenti, perché questo è un consiglio delicato”.
Io non ti contesto il fatto, ieri, di avere scioperato e dunque di non essere stata presente, come è giusto, alla riunione che, tu sola e pochi altri, avevi fortissimamente voluto per quel giorno.
Anche perché – io, al contrario di te, di politica ne ho fatta – capisco bene (anche se al riguardo la normativa è dubbia) che convocare una riunione con le famiglie, e poi non presentarsi, è il miglior modo perché uno sciopero abbia una visibilità precisa.
Non ti contesto nemmeno, anche questo è più che ovvio, di avere correttamente messo avanti le tue esigenze di cittadina consapevole rispetto ai miei cazzi personali.
Quello che ti contesto, però – visto che tu sapevi che avrei voluto fare sciopero, ma che c’era il giorno libero di mezzo, e la riunione con genitori che hanno preso permessi dal lavoro, per essere presenti – è di non avermelo detto.
E lo so che lo sciopero, per essere tale, non deve essere annunciato in anticipo. Però spiegare che stai rimandando di una settimana se va bene l’unica visita possibile di una persona a un amico che in questo momento ne ha ben più che bisogno si colloca, a mio giudizio, in quella fascia minima di rispetto tra colleghi.
Dunque, cara collega, faremo un’altra riunione, che convocherai quando più preferisci – di lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato. Ma sognati, la prossima volta, che io ti procuri i materiali ulteriori di cui certo avrai bisogno. Quei materiali, necessari, te li dovrai scrivere da te medesima. E stai pur sicura che, finché non saranno in un italiano semplice, adeguato e corretto, nel voto di consiglio potrai fare a meno della mia approvazione.
Un saluto cordiale, tua
‘povna


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