Le note della canzone di De Andrè, “Il
gorilla” hanno aperto la terza puntata di Servizio Pubblico
(nonostante furti e incendi): il gorilla che nella canzone viene
visto con curiosità dalle persone è il nostro nuovo presidente del
Consiglio, Mario Monti. L'idraulico che dovrà tappare le falle del
sistema Italia: equità, rigore e crescita.
Ha detto ieri Santoro:“Il
nostro gorilla è un idraulico, perchè quando la casa si allaga non c'è
tempo di capire chi è l'idraulico migliore. Si chiama l’idraulico più
capace che c'è a disposizione, in grado di tamponare le falle”.
Se ciò gli verrà
permesso dal Parlamento (che è lo stesso che poche settimane prima
ha creduto alla storiella di Ruby nipote di Mubarak). Sappiamo che
Berlusconi, come ha raccontato nell'anteprima Santoro, sorregge
questo governo come la corda l'impiccato: appena i sondaggi lo
daranno in crescita (o appena si toccheranno interessi privati),
toglierà l'appoggio.
L'opposizione, d'altro canto, è
abbastanza divisa sui passi da prendere per le riforme (appoggiare la
proposta Ichino o no?). Gioverebbe se, questo governo, si rendesse
fin da subito credibile: spazzare i dubbi sul conflitto di interessi
(quelli di Passera raccontati nel suo intervento da Travaglio ), che
non è offensivo ricordare. Evitare scivoloni brutti come quello di
Clini sul nucleare. Dare un buon esempio verso il paese, riducendo
veramente sprechi e privilegi nella macchina politica (a Roma ma
anche nelle province e nelle regioni), spostare il focus dalle grandi
opere, alle piccole opere distribuite sul territorio. Attaccare gli
evasori, la criminalità organizzata, far funzionare meglio la
macchina della giustizia penale (il giudice Caselli oggi da i suoi consigli sul
Fatto Quotidiano al neo ministro della Giustizia)....
Nell'anteprima
del programma, Santoro ha fatto riferimento anche al giudizio (un fuori onda) del
presidente francese Sarkozy su Berlusconi: “Guardate, questo qui
stava portando l'Italia veramente molto in basso, era l'incarnazione
della disistima internazionale per l'Italia e quando io lo vedevo
dentro un vertice internazionale francamente avevo una sensazione
quasi patetica, mi faceva pena...”.
“Stiamo a guardare e speriamo che i partiti possano rigenerarsi - ha proseguito -. Nel frattempo Monti può tamponare la falla e portare avanti quelle riforme, che non abbiamo capito esattamente in cosa consistano. Vorrei dire a Monti che centinaia di migliaia di giovani mettono in dubbio quelle riforme che sembrano dar ragione al mercato, ma il mercato ha avuto torto. Un altro punto debole del nuovo governo è che Monti fa appello al senso dello Stato, di Berlusconi e della sua opposizione: noi ne sappiamo qualcosa del senso dello Stato della casta”.
Santoro, alla fine del monologo , ha voluto ribadire che lui continuerà a fare la sua
fotografia della scena politica, in libertà: non vuole sentire
quelli che dicono “lasciateci lavorare”, perchè sappiamo
come è andata a finire. Vogliamo trasparenza, vogliamo conferenze
stampa dove si possono fare domande ai politici (e niente
barzellette, per carità).
La copertina della puntata però, è
stato un regalo a quegli italiani che hanno atteso la caduta del
cavaliere per troppi anni: la festa del sabato sera a Roma.
Nessun
telegiornale le ha mostrate quelle immagini di festa e gioia (una
pazzia, per una sera). Anzi, gli editorialisti del corriere li hanno
pure attaccati : cosa festeggiate, che non c'è niente da ridere?
Cazzullo, Battista, Polito, De Bortoli .. Dovrebbero chiedersi cosa
hanno fatto di male questi italiani che per una sera sono scesi in
piazza per mostrare la loro gioia? 17 anni di frustrazioni, di rospi
da ingoiare, di insulti subiti (quando ci hanno chiamati coglioni,
cosa pensava Cazzullo, o quando veniva definito eroe un certo
Mangano?), di attacchi alla Costituzione.
La balla della settimana: il ministro Gelmini (ex) pubblicizzava la sua riforma,
come quella che avrebbe portato il merito nelle università. E poi,
negli ultimi giorni, ha nominato al CNR tale Germano Ferrara, 73
anni. Record mondiale di nepotismo, spiegava Travaglio, per aver
piazzato figli e nipoti nelle università.
E poi ce la prendiamo
con gli studenti se si incazzano ….
Il faccia a faccia, in questa
puntata riguardava l'onorevole Antonio Di Pietro e Flavio Tosi,
sindaco (eretico) di Verona.
Di Pietro ha sottolineato che un
paese dove non si può esultare per una vicenda politica non è un
democrazia: Berlusconi è entrato in politica per farsi gli affari
propri. Dovremmo chiederci non perchè le persone erano in piazza, ma
come è stato possibile questo abbassamento della politica ad affare
personale.
In merito al governo Monti, Di Pietro
ha espresso la sua idea: le elezioni erano la cosa migliore, ma per
fronteggiare l'emergenza, meglio Monti. Emergenza che è anche
emergenza democratica: Monti deve governare il tempo necessario per
fronteggiare la crisi, ma non è stato nominato presidente a
vita.
Inoltre il professore ha chiesto la fiducia senza dire chi
(i ministri), cosa (l'agenda del governo) e quando (fino a quando?):
“ora conosciamo i ministri, ma il loro curriculum parla di una
storia in difesa dei poteri forti”.
Dunque, ha concluso,
vogliamo prima vedere le carte.
Il sindaco Tosi ha invece
puntato il dito sullo spread che, nonostante non ci sia più B. è
ancora alto: dunque non era tutta colpa del passato governo. È il
sistema paese che non è affidabile.
Tosi si è poi lanciato in un
ragionamento sul debito pubblico che, secondo lui, non è cresciuto
negli anni del governo Berlusconi (e non è vero), ma è frutto delle
politiche degli anni 80 (il governo di Craxi, Andreotti. Forlani).
Sulle prime proposte di Monti, meglio la patrimoniale che la
reintroduzione dell'ICI.
E, in seguito, si è lasciato uscire un
commento duro: “se Berlusconi si fosse dimesso un anno fa, ora
avremmo un governo di centro destra forte, e non questo governo”.
Tito Boeri, che ha
recentemente scritto un libro (che speriamo torni utile al professor
Monti) “Le riforme a costo zero”, ha fornito la sua
versione sullo stato della crisi.
Siamo stati vicini alla soglia
di non rientro, ha spiegato l'economista: quando spread e soglia di
rendimento crescono oltre certe soglie (7% per i BTP, 750 per il
differenziale coi titoli tedeschi) poi si innesca un meccanismo per
cui le banche non riescono più a vendere i nostri titoli.
Dobbiamo
allontanarci in fretta da questa situazione, poiché il 50% del
nostro debito è in mano straniere, dunque più a rischio per
speculazioni (rispetto ad esempio al debito giapponese).
Ma ci
sono segnali di miglioramento: come il differenziale con la Spagna,
che era salito nei mesi estivi, e oggi è di molto calato: segno che
possiamo migliorare e che i mercati li percepiscono i nostri sforzi.
Ma oltre ai professori, agli
economisti, i deputati, i grandi manager, il nostro paese è composto
anche da lavoratori semplici, pensionati e studenti.
Come Agnese
Romanò: bisognerebbe chiedere a questi italiani cosa preferiscono?
Se finanziare le scuole private o quelle pubbliche. Se spendere
miliardi in ricerca e istruzione o nelle missioni all'estero e nei
cacciabombardieri F35.
Agnese è una dalle idee chiare: i
soldi delle cricche, dei banchieri, di Berlusconi vanno redistribuiti
alla popolazione. Soldi sottratti alla collettività per scuole, per
ospedali e finiti nei corsi di addestramento militare voluti da La
Russa.
Perchè non si danno le ville di Berlusconi agli
sfrattati?
È una provocazione: ma mi chiedo quanti soldi paghi,
di tasse, su quelle case, il cavaliere.
Il conflitto di
interessi di Passera.
Il conflitto di interessi esiste, per i
tanti interessi di banca Intesa nel trasporto aereo (Alitalia), via
treni (NTV di Montezemolo) e marittimo (nella cordata per Alitalia
anche armatori).
Travaglio ha raccontato anche della storia
dell'Hotel Villa D'Este a Cernobbio, acquistato dal gruppo Fontana
con soldi di Intesa (anche Fontana è nel Consiglio di Intesa e
Passera è tra i soci del gruppo Fontana).
Soldi finiti in
Lussemburgo e rientrati per l'operazione Alitalia (per la good
company, la bad company ci è costata 3 miliardi).
Poi ci sono i suoi stipendi d'oro, le
stock option, i dividendi staccati anche se gli utili sono in calo.
Nelle banche è sempre festa eccetto che per i lavoratori che
verranno licenziati.
Intesa finanzia le grandi opere su cui ora
Passera dovrà vigilare facendo gli interessi dei cittadini.
Poi
ci sono gli interessi nelle telecomunicazioni con la7.
Infine la
politica: Intesa ha dato soldi a Berlusconi dopo la condanna di
risarcimento a De Benedetti.
Cosa farà adesso per la vendita
delle frequenze televisive, il beauty contest? Li darà gratis a Rai
e Mediaset o li metterà all'asta? Al limite B. si farà dare i soldi
dalle banche.
Rampini, che poi si è confrontato con la
ragazza dei centri sociali, ha parlato del sistema economico
italiano. Sistema di banche che partecipano all'economia, ma fatto
alla vecchia maniera. Non un capitalismo sociale, ma capitalismo da
salotto buono. Cordate di potere che sono il contrario della
concorrenza e della trasparenza.
Emolumenti altissimi, alla Wall
Street, di fronte al basso rendimento delle azioni: serve lanciare
grandi politiche redistributive, come chiedono gli indignados. Non
basta parlare di crescita, ma deve essere una crescita diversa: ma
soprattutto dobbiamo ridistribuire i beni.
Tutto questo suona
molto di sinistra: ma questo governo di professori, cattolici, ex
banchieri è in grado di farlo?
Cave canem.
