Magazine Curiosità

Sesso animalesco #14

Da Leragazze

Sesso animalesco #14L’erezione dello struzzo

Questa è una triste storia: la storia dello struzzo e della sua erezione.

Per lo struzzo raggiungere l’erezione è facile: vede una femmina che lo ispira ed è subito pronto. Il problema vero è mantenerla, perché dura letteralmente pochi secondi.

La povera signora struzzo, quindi, deve fare in fretta in fretta e cogliere l’attimo (è il caso di dirlo) fuggente. Spesso non fa in tempo ad accorgersi delle avances del compagno che è già tutto finito. Figuriamoci poi accampare pretese riguardo ai preliminari: meglio non perdere tempo con qualche bacetto, magari anche distratto perché lui è tutto preso dall’impresa di mantenere lo status quo. Ci si sbriga e si prende quel pochissimo che viene.

In verità la signora struzzo già può ringraziare l’evoluzione della specie, perché la maggioranza degli uccelli non ha l’uccello il pene. Fanno eccezione due ordini: i Paleognati (cui appartengono emu, kiwi e tinami) e i Galloanseri (galline, fagiani, oche). Peccato però che i peni di questi uccelli, al contrario di quelli dei mammiferi e dei rettili [i rettili hanno il pene? e dove? e com’è?] che usano il sangue per dare vita al loro membro, si ergono utilizzando il fluido linfatico che il corpo mantiene a una pressione minore di quella del sangue. E questo spiega tutto.

Dal che si evince che la Natura si preoccupa in primis della continuazione della specie e poi del piacere del maschio quand’anche debba accontentarsi di poco. Della gratificazione della femmina se ne parla, eventualmente, alla prossima reincarnazione. Se va bene.



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog