Nei giorni in cui veniamo a conoscenza delle notti di Arcore, viene alla mente l'ultimo film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), opera in cui l'autore definisce la natura del "Potere" nel suo controllo completo sui corpi delle persone. In questa interpretazione il sesso diventa "sia pure in modo onirico e stravolto, [...] la metafora di ciò che oggi il potere fa dei corpi". Proprio a pochi mesi dal suo assassinio, Pasolini traccia un quadro del "Potere" quanto mai disilluso:
«Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune.»
(Le citazioni delle parole di Pasolini sono tratte da wikipedia).
La colonna sonora di Salò è firmata da Ennio Morricone. L'apparente leggerezza della melodia esprime bene il contrasto tra la violenza delle immagini e la "naturalezza" di quella stessa violenza nelle menti di chi nel film rappresenta il "Potere":
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Inviato il 13 febbraio a 15:43