Sex Tape: Finiti in Rete - La Recensione

Creato il 10 settembre 2014 da Giordano Caputo
Che fotocamera, che definizione, che display, che resistenza!
L'impressione che "Sex Tape: Finiti in Rete" giovi assai più all'universo Apple che a quello cinematografico, di cui dovrebbe far parte, è solo uno dei vari passi falsi commessi dalla commedia diretta da Jake Kasdan.
Il più grave infatti è quello di cospargere di grana grossa uno spunto che dalla sua poteva non solo essere più esilarante, ma addirittura andare a stanare ipocrisie, segreti e manie di cui gran parte della gente si nutre pur nascondendole dentro l'armadio. Del filmino hard girato con l'iPad, dai coniugi Jason Segel e Cameron Diaz - alla ricerca di quella scintilla che possa riaccendere la loro vita sessuale come lo era prima dell'arrivo dei figli - si fa un uso e un sopruso smodato, pur dimenticando di consumare i suggerimenti migliori che alla luce del sole si trovavano li a portata di mano, scalpitanti di prendere parte alla scena. A Kasdan viene chiesto di fare i conti con una sceneggiatura grezza e svogliata, una di quelle che da noi affiderebbero a un Carlo Vanzina, un Fausto Brizzi o un Neri Parenti qualunque: scaltra ad inanellare qualche battuta e qualche gag iniziale, ma che non appena c'è da dar sfogo all'estro, si adagia su se stessa, lavorando di rimessa.
Fosse stato un prodotto italiano avremmo avuto subito la spocchia di etichettarlo brutalmente come cinepanettone o surrogato di esso, e invece no. Se è americano, la sensibilità tende a cambiare, ad accettare con maggior flessibilità il prodotto servito o - in altri casi per i fan accaniti - a bollarlo ancor peggio, con cattiveria. Eppure "Sex Tape: Finiti in Rete" pare aver studiato dal cinema più redditizio di casa nostra (dell'ultimo decennio, s'intende), mantiene la matrice a stelle e strisce, ma recupera stereotipi leggendari e classiche gag come quella del cane imbestialito col protagonista, che da "Tutti Pazzi Per Mary" pare sia diventato un must per cui c'è sempre spazio, se c'è bisogno di far ridere.
E a dir la verità, cane a parte, nella pellicola di Kasdan il tempo per ridere lo si trova, e lo si fa nonostante il taglio comico scelto non sia poi così fine. Qualche situazione assurda o battuta di gusto non manca e il bottino spogliato alla fine della fiera ci si accorge essere, se non notevole, quantomeno accettabile. Ciò comunque non basta a concedere a "Sex-Tape: Finiti in Rete" quel poco di gloria che andava cercando poiché, a parte i compiti secondari che possono essere quelli di aver condiviso generosamente un corpo nudo ancora notevole di una Cameron Diaz in formissima, ed il jolly di Jack Black tirato in ballo a sorpresa, ciò che lascia in eredità è solo merce di seconda mano e di poco valore.
Niente a che vedere, insomma, con quella che, a quanto pare, è rilasciata dall'azienda di Cupertino.
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