Il tema delle metriche per misurare il valore dei quotidiani online al di là delle pagine viste sembra allargarsi, finalmente, e nelle ultime settimane diversi sono stati i contributi in tal senso.
Tra questa la condivisione viene indicata come una delle metriche da tenere in considerazione. Le condivisioni sui social network sono un elemento essenziale nell’attuale ecosistema dell’informazione. Non si tratta soltanto di un elemento di traffic building ma di un parametro significativo dell’interesse e dell’attenzione nei confronti della testata e degli articoli, dell’informazione della testata stessa. Le condivisioni sui social network creano brand awareness, notorietà di marca, e costruiscono fiducia, grazie al passaparola online degli utenti sul valore del giornale.
Per capire come venga gestito questo processo da parte dell’industria dell’informazione italiana l’anno scorso avevo finalizzato una desk research scegliendo alcune testate, sia all digital che non, cercando di verificare comportamenti, strategie messe in atto e livello di coinvolgimento delle persone. Ricerca dalla quale emergeva con chiarezza come ascolto, partecipazione e coinvolgimento sono davvero ai minimi livelli rispecchiando l’inseguimento di quello che Frédéric Filloux sapientemente aveva definito“sharing mirage”, di un utilizzo dei social media come semplice amplificatore, come megafono e non come mezzo di ascolto e di relazione, di “conversazione” con le persone.
Arrivano ora i dati di Upworty, pubblicati da The Verge, che confermano come molto spesso, ahimè, le persone retweetano senza leggere i contenuti.

Se dunque le condivisioni hanno certamente un loro ruolo e significato è il tempo speso il principale indicatore di valore.
Un indicatore che è valido per quanto riguarda le reti social dove il time time spending è l’indicatore fondamentale dell’impegno e della partecipazione, dell’engagement, in base all’impegno che richiede [Voto – likes, +1, RT.…; Condivido – sul mio profilo, via email.…; Commento – direttamente in calce al post, sotto la mia condivisione o quella di altri.….] divenendo indice del tasso d’interesse di un contenuto. Indicatore altrettanto valido, o forse ancor più, se possibile, per quanto riguarda il tempo di permanenza sul sito.
Continuare ad inseguire il traffico dai social attraverso le condivisioni dimenticandosi della relazione con il pubblico e dell’interesse per il tema affrontato procura solo un valore inesitabile. È tempo che anche i centri media, il mercato pubblicitario ne assuma consapevolezza.

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