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Sharing Mirage e Low Engagement

Creato il 17 febbraio 2014 da Pedroelrey

Il tema delle metri­che per misu­rare il valore dei quo­ti­diani online al di là delle pagine viste sem­bra allar­garsi, final­mente, e nelle ultime set­ti­mane diversi sono stati i con­tri­buti in tal senso.

Tra que­sta la con­di­vi­sione viene indi­cata come una delle metri­che da tenere in con­si­de­ra­zione. Le con­di­vi­sioni sui social net­work sono un ele­mento essen­ziale nell’attuale eco­si­stema dell’informazione. Non si tratta sol­tanto di un ele­mento di traf­fic buil­ding ma di un para­me­tro signi­fi­ca­tivo dell’interesse e dell’attenzione nei con­fronti della testata e degli arti­coli, dell’informazione della testata stessa. Le con­di­vi­sioni sui social net­work creano brand aware­ness, noto­rietà di marca, e costrui­scono fidu­cia, gra­zie al pas­sa­pa­rola online degli utenti sul valore del giornale.

Per capire come venga gestito que­sto pro­cesso da parte dell’industria dell’informazione ita­liana l’anno scorso avevo fina­liz­zato una desk research sce­gliendo alcune testate, sia all digi­tal che non, cer­cando di veri­fi­care com­por­ta­menti, stra­te­gie messe in atto e livello di coin­vol­gi­mento delle per­sone. Ricerca dalla quale emer­geva con chia­rezza come ascolto, par­te­ci­pa­zione e coin­vol­gi­mento sono dav­vero ai minimi livelli rispec­chiando l’inseguimento di quello che Fré­dé­ric Fil­loux sapien­te­mente aveva defi­nito“sha­ring mirage”, di un uti­lizzo dei social media come sem­plice ampli­fi­ca­tore, come mega­fono e non come mezzo di ascolto e di rela­zione, di “con­ver­sa­zione” con le persone.

Arri­vano ora i dati di Upworty, pub­bli­cati da The Verge, che con­fer­mano come molto spesso, ahimè, le per­sone ret­wee­tano senza leg­gere i contenuti.

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Se dun­que le con­di­vi­sioni hanno cer­ta­mente un loro ruolo e signi­fi­cato è il tempo speso il prin­ci­pale indi­ca­tore di valore.

Un indi­ca­tore che è valido per quanto riguarda le reti social dove il time time spen­ding è l’indicatore fon­da­men­tale dell’impegno e della par­te­ci­pa­zione, dell’engagement, in base all’impegno che richiede [Voto – likes, +1, RT.…; Con­di­vido – sul mio pro­filo, via email.…; Com­mento – diret­ta­mente in calce al post, sotto la mia con­di­vi­sione o quella di altri.….] dive­nendo indice del tasso d’interesse di un con­te­nuto. Indi­ca­tore altret­tanto valido, o forse ancor più, se pos­si­bile, per quanto riguarda il tempo di per­ma­nenza sul sito.

Con­ti­nuare ad inse­guire il traf­fico dai social attra­verso le con­di­vi­sioni dimen­ti­can­dosi della rela­zione con il pub­blico e dell’interesse per il tema affron­tato pro­cura solo un valore ine­si­ta­bile. È tempo che anche i cen­tri media, il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio ne assuma consapevolezza.

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Pier Luca Santoro
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