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Siae, rapacità in rete… ma i trailer del governo restano gratuiti

Creato il 28 ottobre 2011 da Albertocapece

Siae, rapacità in rete… ma il trailer del governo restano gratuitiAnna Lombroso per il Simplicissimus

I siti amatoriali che trattano di cinema denunciano: sarebbe stato richiesto loro un compenso anche per la pubblicazione dei trailer pubblicitari dei film. La richiesta è della SIAE che sta recapitando alle riviste online e ai siti delle multisala richieste di licenze come operatori di streaming e con contributi a partire da 450 euro a trimestre. Le motivazioni sono due: una trae origine dall’obbligo per la società di tutelare i diritti d’autore di Mozart in Elvira Madigan o di Strauss in Odissea nello spazio, insomma di esigere i diritti per le colonne sonore.

L’altra meno esplicita suona ancora più arbitraria: per la SIAE non sarebbero necessarie anticipazioni, visive o sonore, per intuire la trama. Si lo so c’è di peggio. Personalmente sono dispiaciuta, le rubriche dell’anica- agis in Tv sono tra le mie trasmissioni preferite. Ho intuito da tempo che i trailer sono piccoli astuti capolavori della sapienza di riassumere e evocare. Così se spesso grazie a essi sono scampata a pessimi film, molte altre volte l’assaggio mi ha fatto venir fame e mi ha invogliata alla cerimonia segreta e magica del cinema. Tanto che appartengo a quella schiera di persone che pensa che Tv e rete fanno bene al buon cinema.

Viviamo tempi rapaci, regna incontrastato il profitto. Forse la SIAE fa parte degli “eautontimorumenos”, i punitori di se stessi, adoratori del frustino o del cilicio e più modestamente si dà la zappa sui piedi. Oppure semplicemente sono avidi e preferiscono il poco e subito, incuranti del guadagno futuro. In ambedue i casi sono coerenti allo spirito del tempo.
Ma c’è da chiedersi se non sia il caso di spingersi più in là. Andando a esigere il doveroso compenso dalla maggioranza di governo, che ha fatto di anticipazioni e trailer un’arte. Quanti spot abbiamo subito della manovra, delle riforme, delle lettere all’Ue, quanti trailer dei colossal sullo Stretto, dei polizieschi contro gli antagonisti o gli immigrati, della “Conversazione” sulle intercettazioni? E quanti porno, quante pellicole scollacciate, quanti cine-panettoni.

C’è una differenza però, nella maggior parte dei casi al trailer non segue il file. E qualche volta c’è da dire, per fortuna.


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