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Silvio nella tenda del rais

Da Astonvilla
Silvio nella tenda del rais DAL BLOG RITAGLI
“Muammar, ti presento i miei”. La Libia brucia e Berlusconi deve ricordare con una punta di malinconia quel sabato d’estate che lui e Gheddafi trascorsero nella tenda del rais a sfogliare Chi: sulla copertina il premier campeggiava con in braccio il nipotino Alessandro, e accanto Veronica. Ai tempi – 30 agosto 2008 – Silvio amava ripetere “tengo due famiglie: una è la mia e l’altra sono gli italiani”. E faceva il ganassa con i sondaggi: “Ho il 70,2 per cento dei consensi, una cosa francamente imbarazzante…”. Ora non è dato sapere se fu proprio quel pomeriggio che il rais lo rese edotto di una pratica che il colonnello chiamò bunga bunga, è certo che Silvio gli regalò un leone d’argento e due penne; seguirono poi altri dieci incontri, tanto che Massimo D’Alema lo scorso 29 novembre sbottò: “Credo che il governo sia andato in Libia 27 volte, nessuna mai in India, questo è un tema per riflettere sulla politica italiana…”
Si precipitò nel deserto libico anche Vittorio Sgarbi, allora sindaco di Salemi, e fu una visita memorabile. Disse il D’Annunzio di Salemi: “Colonnello, la Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia, potrebbe approfittarne per annetterla alla Libia!”. Il dittatore pare che scoppiò in una grassa risata, e a quel punto nessuno fermò più Sgarbi: “Perché non viene a candidarsi in Italia alle prossime elezioni, naturalmente contro Berlusconi? Sarebbe un buon confronto…”.
Il Cavaliere portava la sua vanità a spasso per il mondo, e più i potenti erano controversi più ci piacevano, e quando il premier approdò in Kazakistan elogiò il dittatore Nazarbayev: “Un leader molto amato dal suo popolo, lo dicono i sondaggi…”, come riportò Francesco Bei proprio su Repubblica.it. La storia a volte muta in fretta: adesso i sondaggi di Mannheimer dicono che Silvio perderebbe la sfida con Bersani, da qui a giugno lo attendono quattro processi, i regimi amici si stanno squagliando come granite al sole, lo accusano di avere fatto sesso con una minorenne di nome Ruby Rubacuori, e quindi un cittadino di Zurigo mentre si fa la barba la mattina penserà tra sé: “Chissà come sarà caduto in depressione questo Berlusconi…”
Non conoscono noi italiani. Silvio l’altra sera è andato a cena dalle contesse romane, all’esclusivo Circolo degli Scacchi, “nessuna di noi era minorenne, purtroppo…” ha sospirato con Fabrizio Caccia del CorriereSenza di te, scritta insieme a Apicella, che lo accompagnava alla chitarra, l’onorevole Anna Maria Bernini s’è sgolata in Summertime di Gershwin, e poi tutti insieme hanno fatto vibrare i vetri con La Tammurriata nera. Era ormai notte fonda quando il premier ha fatto ridere l’aristocrazia con le sue barzellette. la principessa Nicoletta Odescalchi. La festa è durata tre ore. “Ci siamo divertiti pazzamente, il presidente era di ottimo umore”, ha aggiunto un’altra nobildonna. E infatti Silvio ha cantato
Il giorno che il berlusconismo sarà consegnato agli storici ci vorrà una penna che sappia stilare con le parole giuste un ritratto psicologico di Silvio Berlusconi: un uomo che balla la tarantella e racconta storielle sporcaccione nell’esatto momento in cui tutti noi ci butteremmo dalla finestra di un sesto piano.

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