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Sinister

Creato il 16 marzo 2013 da Ildormiglione @ildormiglione

SinisterL’horror d’ultima generazione, quello fatto di spiriti e possessioni (per la cronaca già presenti, con forme diverse di possessione, in classici come “L’esorcista” o “Poltergeist“), continua a sfornare valanghe di prodotti medio-bassi come “The apparition“, “The woman in black“, “The possession” e tanti altri ancora. Questa volta a cimentarsi in un mercato saturo, e sostanzialmente privo di novità, ci prova Scott Derrickson, ed essendo il regista dell’inguardabile “Ultimatum alla terra” la sua presenza non lascia presagire a nulla di buono. Ed invece “Sinister“, pur mantenendo lo standard classico del genere, riesce a creare un discreto schema narrativo grazie ad una buona sceneggiatura ed alla presenza scenica del protagonista, l’ottimo Ethan Hawke, uno che forse avrebbe meritato ben altri successi in carriera. “Sinister” racconta di uno scrittore di crime story in piena crisi di autostima e successo, che decide di indagare sulla sparizione di una bambina. Per farlo non si accontenta di seguire le vicende dal proprio comodo focolare domestico, ma decide di trasferire la famiglia nella casa dove si è compiuto il delitto. Eh già, perchè la verità è che la bambina è scomparsa, ma la sua famiglia è stata impiccata nell’albero in giardino. E cosa c’è di meglio per terrorizzare lo spettatore se non una buona casa infestata da una qualche presenza demoniaca di svariato genere? La forza di Derrickson è quella di aver creato un film che viaggi tra thriller e horror, spaventando lo spettatore pur incuriosendolo per la ricerca della verità su quei crimini. A dar manforte alla tensione che sin dall’inizio si crea, anche e soprattutto grazie ai suoni ed alle ombre che danno vita ai “bu”, per dirla alla Zio Tibia, c’è il ritrovamento misterioso di alcuni filmati girati in super 8 che riprendono omicidi di intere famiglie, talmente macabri e originali da far rabbrividire i vari Freddy Kruger e Jason Voorhees. Questo stratagemma, anch’esso probabilmente non del tutto innovativo, riesce a terrorizzare lo spettatore senza bisogno di volumi che si alzano all’improvviso o di bambini malefici, e portano lo spettatore all’interno di una sorta di Overlook Hotel (l’hotel dell’orrore di “Shiningndr). Sin dall’inizio pare di assistere ad un horror di Stephen King, (tesi avvallata poi durante il film dalla citazione esplicita a “Cujo“, romanzo appunto di King ndr), specie per la natura del protagonista , capace di intrigare e spaventare, ed allo stesso tempo creare empatia e dibattito morale: meglio la giustizia a tutti i costi o il successo personale? Meglio una saggia ritirata o uno scontro kamikaze? Non sarà forse un’espressione appropriata ad una recensione ma rende bene l’idea: il film “fa cagare sotto“. “Sinister” è una pellicola capace di far saltare gli spettatori sulla propria sedia, che parte come un thriller e si avvia pian piano verso un finale a tratti prevedibile ma comunque meritevole e terrificante. “Poltergeist” raccontava di una casa infestata, di una bambina che parlava al televisore, di riti esoterici per scacciare le presenze, di una bambina rapita per alimentare la forza della presenza soprannaturale. “Sinister“, forse omaggiando il capolavoro del 1980 di Tobe Hooper, racconta di una casa maledetta, o forse di tante case maledette; di una bambina che disegna sui muri, o forse di tanti bambini che parlavano da soli; di studi e ricerche, condotte dal personaggio interpretato niente meno che da Vincent D’Onofrio, su Bughul, ossia una divinità pagana detta anche “divoratrice di bambini“; di una serie di bambini spariti, forse troppi per chi, come chi scrive, nei film horror è facilmente impressionabile dalla presenza di bambini-fantasma e bambini-demoni. Insomma, decisamente un buon prodotto, capace di omaggiare i vecchi classici, muoversi tra thriller e horror, creare una sorta di found footage (pellicola realizzata con l’uso di un girato preesistente poi successivamente riassemblato ndr) pur collocandosi nella nuova frontiera del genere esorcistico/demoniaco. Bello da vedere e soprattutto terrificante, ed essendo un film horror, direi che ha raggiunto il suo scopo principale.

Voto 6,5/10



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