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Sit in davanti Montecitorio per contestare l’aumento della tassa sul permesso di soggiorno

Creato il 17 febbraio 2012 da Wally26

Fonte: La Stampa

“Non ne troverete molta traccia nelle cronache se non in alcune foto di agenzia ma stamattina davanti a Montecitorio si è tenuto un sit-in organizzato dall’Usb-immigrati, sindacato di base che rappresenta gli stranieri in Italia. Ad un certo punto ha preso la parola Mirra Mina, una donna alta, fiera. Ha espresso con chiarezza il senso della loro protesta ed ha incarnato il volto meno raccontato dell’immigrazione, quella che prende un megafono in meno e risponde a tono, in un buon italiano, ai politici di turno:. Inizia con un no all’aumento della tassa sul permesso di soggiorno: ”La crisi non l’abbiamo creata noi, quindi non la pagniamo noi, avverte, “questa tassa ve la pagate voi” (PS: noi? Io non ti debbo pagare proprio niente amica mia). Ma il suo è un no deciso anche alle prove introdotte per ottenere il permesso: “Ci chiedono 500 ore di studio dell’italiano. E ci chiedono l’educazione civica. Ma i politici la sanno l’educazione civica?”

Sit in davanti Montecitorio per contestare l’aumento della tassa sul permesso di soggiorno

Irricevibile e assurda questa protesta

per rimanere negli Stati Uniti ho dovuto pagare anche io tasse su tasse e quando potro’ dare il via alle pratiche di naturalizzazione per diventare cittadina americana, dovro’ sostenere un esame di educazione civica e storia degli Stati Uniti. Questa e’ la prassi normale, legale per chi realmente vuole diventare cittadino di un paese civile. Cosa mi significa protestare e additare l’ “ignoranza dei politici” e il “razzismo” come scusa per opporsi alle leggi italiane? Qui non si tratta di far “pagare la crisi agli immigrati”. Con queste nuove leggi l’Italia si allinea alle politiche europee in materia di immigrazione e introduce criteri “selettivi”,  come e’ giusto che sia. E’ bene ricordare che la concessione della cittadinanza di un paese straniero e’ una “concessione” e non un “diritto costituzionale”. Non e’ scritto neanche nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dell’ONU che un paese, qualunque esso sia,  debba concedere per legge la cittadinanza a chiunque la chieda. Io lo tengo bene a mente e saro’ lieta se un domani potro’ ottenere la cittadinanza del paese in cui vivo ma se cosi’ non sara’, non andro’ certo a protestare davanti al municipio di New York o davanti al Consolato Italiano. Chi protesta dimostra gia’ in partenza di avere una distorta idea della democrazia e dello stato e  questo e’ di per se’ un fattore altamente squalificante.


Filed under: Integrazione in Italia, Italia: cosa non va', Manifestazioni, Politica Italiana Tagged: Tassa permesso di soggiorno

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