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Skepto significa osservare con occhio critico: diecimila persone lo hanno fatto

Creato il 22 aprile 2013 da Alessiamocci

“Il successo di un evento non è dato dal numero di spettatori che vi partecipano, ma da quanti non sono riusciti ad entrare.”

Skepto significa osservare con occhio critico: diecimila persone lo hanno fattoE successo di pubblico è stato per la quarta edizione dello Skepto International Film Festival svoltosi nel quartiere della marina a Cagliari dal 10 al 13 Aprile scorso. Oltre diecimila visitatori hanno affollato la quattro giorni di proiezioni e presenze triplicate rispetto allo scorso anno con le sale dell’Auditorium, dell’ex Artistico e dell’Hostel Marina che registrano il tutto esaurito già a partire dalla giornata inaugurale.

Skepto significa osservare con occhio critico: diecimila persone lo hanno fattoDurante la cerimonia di premiazione sono lo stesso sindaco di Cagliari Massimo Zedda e l’assessore alla cultura Enrica Puggioni a sottolineare il successo dell’evento e l’importanza che questo festival è riuscito a ritagliarsi, in appena quattro edizioni, nel panorama culturale e sociale cagliaritano.

Il festival è stato trasmesso in contemporanea a Bologna, Torino, Barcellona, Madrid, Tirana e Berlino con oltre 150 corti selezionati per la fase finale provenienti da 57 paesi del mondo.

La qualità  dei corti-  a detta dei giurati  - è in costante aumento rispetto alla prima edizione colloca Skepto tra gli eventi culturali più importanti nel suo genere grazie alle sezioni dedicate all’ambiente Tholos,  Isoland – selezione di corti dal Tirana Film Festival – ed il premio speciale  Mediterraneo.

Skepto significa osservare con occhio critico: diecimila persone lo hanno fattoD’altronde questo è il messaggio che il festival trasmettere a partire dalla scelta del nome, Skepto significa osservare con occhio critico e ognuno dei corti selezionati per le finali racchiude un messaggio che necessita di uno sforzo maggiore del semplice guardare per essere recepito.

Cagliari veste per una settima i panni di capitale culturale del Mediterraneo complice il clima primaverile e la bellezza del suo centro storico attrae migliaia di visitatori – si stimano diecimila ingressi – che interagiscono con il quartiere della Marina ed i suoi abitanti animandolo di nuova vita durante tutta la giornata.

In uno splendido fine settimana di aprile, Cagliari diventa la cornice ideale per immergersi nel mondo dell’arte comunicativa, discutere sui nuovi media e le nuove tecnologie e di come questi siano stati in grado di cambiare velocemente l’approccio all’informazione negli ultimi anni, con il contributo fondamentale di personalità storiche del festival quali il documentarista italo-argentino Alberto Signetto, il giornalista Skepto significa osservare con occhio critico: diecimila persone lo hanno fattoAlessandro Ipppolito, il pluripremiato regista Antonello Novellino, l’attore e conduttore radiotelevisivo Daniele Lucca, il fondatore del Tirana film festival Agor Domi, l’art director sudamericana Maria Paz, il giornalista Rai Bruno Iovenitti ed il vincitore della prima edizione di Skepto James Rumsey.

Ma cosa rende Skepto un festival tanto speciale? Due sono gli ingredienti fondamentali del festival. L’entusiasmo e la carica ironica dell’organizzazione in primis.

La capacità di coinvolgere il pubblico e le istituzioni – grazie alla consapevolezza di aver creato un evento cruciale nel calendario culturale sardo – è più forte dei problemi organizzativi che inevitabilmente nascono, come nei migliori festival.

Così un auditorium con capienza dimezzata si trasforma in uno straordinario successo di pubblico, con il fuori programma della proiezione in piazza San Sepolcro che accoglie centinaia di persone altrimenti escluse dalle location iniziali.

E non c’è niente di meglio che ripagare tanto entusiasmo con un piccolo cadeau: la riproposizione in via straordinaria di dei due corti più apprezzati durante la rassegna – Buio di Jacopo Cullin diretto da Joe Bastardi con le musiche di Emanuele Contis, una commedia delicata sull’importanza di tornare bambini e Perfetto di Corrado Ravazzini, la rivincita di un cameriere su un selfmade man troppo sicuro di se in una guerra tra classi che invita a andare oltre le apparenze.

Skepto significa osservare con occhio critico: diecimila persone lo hanno fattoCosì anche Skepto si regala un divertente fuoriprogramma durante la cerimonia di premiazione, paragonabile a Benigni che va a prendersi l’Oscar saltellando sulle poltroncine rosse dell’Auditorium di Los Angeles, quando il norvegese Matt Willis Jones si arrampica sul palco per ricevere la menzione speciale Skeptoffice per il suo A short film on conformity.

Altra caratteristica fondamentale di Skepto è la totale gratuità dell’evento, la sua fruizione è assolutamente libera. Questo porta ogni persona a creare il proprio percorso in base ai gusti personali: Skeptyricon raccoglie gli short satirico-grotteschi, mentre Profondo Skepto è la sessione dedicata agli amanti del brivido.

Con animazione ed avanguardia si entra nel mondo dell’animazione e della sperimentazione, skeptoffice indaga sul mondo del Skepto significa osservare con occhio critico: diecimila persone lo hanno fattolavoro. Con i videoclip invece la musica incontra il cortometraggio ed i risultati sono eccellenti, tra gli altri viene presentato l’ultimo lavoro del collettivo Shibuya con l’art director Enrico Ciccu e Davide Sardo che presentano il primo lavoro concepito secondo i parametri della lookalization. Skepto è anche questo, proposte di innovazione.

L’entusiasmo del pubblico sprigiona un’energia contagiosa che al termine delle proiezioni anima la movida cagliaritana fino a tarda notte. E non è difficile incontrare nei locali della Marina short maker di mezzo mondo che  di fronte a una birra – rigorosamente Ichnusa –  in un clima di relax e condivisione, snocciolano aneddoti e curiosità con grande disinvoltura, discutendo di film e costruendo contatti.


Per le foto si ringraziano:

Marilena Ginevra Riello – Giorgia Plaisant – Marco Muntoni

Written by Enrico Scanu


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