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Smetto quando voglio

Creato il 20 agosto 2014 da Nehovistecose

Regia di Sydney Sibiliasmetto_quando_voglio_ver13_xlg

con Edoardo Leo (Pietro Zinni), Valeria Solarino (Giulia), Valerio Aprea (Mattia Argeri), Paolo Calabresi (Arturo Frantini), Libero De Rienzo (Bartolomeo Bonelli), Stefano Fresi (Alberto Petrelli), Lorenzo Lavia (Giorgio Sironi), Pietro Sermonti (Andrea de Sanctis), Neri Marcorè (er Murena), Majlinda Agaj (Angelica), Caterina Shulha (Paprika), Sergio Solli (professor Seta).

PAESE: Italia 2014
GENERE: Commedia
DURATA: 100’

Vittima dei continui tagli, il ricercatore di neurobiologia Pietro si ritrova a trent’anni senza uno straccio di lavoro. Scopre per caso l’esistenza delle smart drug (droghe sviluppate mescolando sostanze chimiche perfettamente legali) e, con l’aiuto di una banda di laureati malpagati come lui, mette su un businnes della droga di proporzioni inaspettate. Peccato che agli spacciatori, quelli veri, non piace che qualcuno gli scombussoli il mercato…

Primo lungometraggio del giovane (1981) Sibilia, una commedia divertente e frizzante che riprende una delle (ahinoi) figure chiave dell’Italia degli ultimi anni, quella del laureato che guadagna 500 euro al mese come ricercatore/consulente/aiutante di chicchessia e finisce per questo a fare il cameriere o il benzinaio. Si ride, ma si ride amaro. Il merito è, più che della sceneggiatura dello stesso Sibilia con Valerio Attanasio e Andrea Garello, degli attori, tutti più o meno sconosciuti che vengono dalla gavetta ma che dimostrano una verve e una simpatia invidiabili. Lo stile di Sibilia, che ricorda quello di un Guy Ritchie (prima maniera, quello di Lock & Stock) all’italiana, non è male, ma il giovane regista campano non riesce ad evitare la trappola più comune della commedia italica odierna, ovvero lo scivolone (voluto o meno, non si sa) verso la farsa, la barzelletta, il siparietto dialettal cabarettistico. Senza dimenticare che, alla fine della fiera, i ricercatori non ci fanno certo una gran figura. Peccato, perché il talento c’è e le idee pure. La canzone finale è del giovane cantautore calabrese Scarda (Nico Scardamaglio).

Voto



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