Magazine Diario personale

Sognando Scouty

Da Ransie @_Ransie_
Sognando Scouty
Gli avrei voluto dare una ghiandina. Non troppo grande perché lui era piccolino.
Nemmeno lo ricordo lui cosa mangiava ma sono sicura che aveva qualcosa tra le mani.
Lo avevo chiamato Scouty (leggi Scoti o Scauti) e lo rincorrevo ovunque lui andasse perché andava esattamente dove volevessi andare io.
Il posto era tetro, la mia casa era tetra. I volti delle persone, di mia madre, di mia sorella erano tetri. Ma io giocavo con Scouty e la sua coda lunga lunga e pelosissima; andavamo al Luna Park che era dietro casa mia. Un lago al centro e la ruota panoramica.
Era un incrocio tra Scrat e Cip, non Ciop che era un po' sfigatello e bruttino.
Mi ricordava un po' il mio cricetino zoppo¹, bonanima. Sbirulino lo aveva battezzato mia madre. C'è da dire che mia madre con i nomi è proprio strana².
Non voglio dire niente con ciò.
Forse devo solo smettere di bermi il latte scaduto coi cereali la sera tardi per evitare di dire a mia madre che non ho finito la busta in tempo prima della scadenza³.
¹si impigliò la zampetta nella gabbia e se la ruppe. Il veterinario decise di tagliarla per dargli lunga vita.
²mi salvo solo perché nacqui nel giorno in cui si festeggia il santo patrono nazionale.
³se stasera la busta di latte è ancora in frigo, vi dico, non resisterò.

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