È bellissimo il vangelo di oggi, intriso di speranza viva. Decisamente la Resurrezione è l'EVENTO per eccellenza: la storia degli Apostoli e dei discepoli muta in un attimo. Dopo la morte violenta di Gesù, gli Apostoli avevano molta paura dei Giudei. L'accanimento con cui avevano ucciso Gesù, faceva presagire il desiderio di eliminare non solamente l'uomo, ma la dottrina che aveva insegnato e quindi tutti i suoi seguaci. Nonostante le varie apparizioni, gli Apostoli temevano e rimanevano chiusi. Anche i loro cuori erano chiusi alla grazia di Dio. Gesù entrò a porte chiuse, nessun ostacolo lo fermava e si rivolse loro con il tradizionale saluto ebraico: “Pace a voi!”.Il saluto ebraico aveva un significato profondo. Gli orientali danno alle parole un significato più ampio ed efficace, al contrario dei Romani che coltivavano la retorica come una semplice arte basata sul modo di usare le parole e sulla loro quantità che doveva essere elevata. Lo testimoniò Gesù stesso durante la sua vita terrena quando esortò i discepoli a non sprecare parole come i pagani ma a rivolgersi a Dio con un semplice termine il cui contenuto è immenso: Padre. Le parole pronunciate devono avere un'efficacia tangibile e non essere buttate al vento... Per entrare nella psicologia dei Romani, basti pensare ad un proverbio latino giunto fino a noi: “Verba volant, scripta manent”. Detto ciò, non sarebbe difficile comprendere il dramma di Abramo di fronte alla promessa di Dio: “La tua discendenza sarà più numerosa delle stelle del cielo”. Era una promessa fatta a voce ma aveva un'importanza enorme: il mantenimento di tale promessa, metteva in gioco la credibilità stessa di Dio... Il resto lo sappiamo: è su questo campo che Abramo diventa il padre di tutti i credenti: Dio, nonostante la promessa sembra comportarsi peggio degli uomini, sembra rimangiarsela e gli domanda in sacrificio l'unico figlio. È pure il dramma della passione del Figlio di Dio. Dio promette la vita eterna ma permette che l'uomo uccida suo Figlio! Gesù ha completato la Rivelazione di Dio: ha completato il Decalogo affidato a Mosè con la Legge della positività dell' Amore, “Beati voi”. Gesù diversamente da Mosè non scrive nulla: non ne aveva bisogno perché era il VERBO, la Parola fatta carne. La Legge non va scritta su tavole di pietra, simili ai cuori dell'uomo; la legge dell'amore va scritta sulla car
È bellissimo il vangelo di oggi, intriso di speranza viva. Decisamente la Resurrezione è l'EVENTO per eccellenza: la storia degli Apostoli e dei discepoli muta in un attimo. Dopo la morte violenta di Gesù, gli Apostoli avevano molta paura dei Giudei. L'accanimento con cui avevano ucciso Gesù, faceva presagire il desiderio di eliminare non solamente l'uomo, ma la dottrina che aveva insegnato e quindi tutti i suoi seguaci. Nonostante le varie apparizioni, gli Apostoli temevano e rimanevano chiusi. Anche i loro cuori erano chiusi alla grazia di Dio. Gesù entrò a porte chiuse, nessun ostacolo lo fermava e si rivolse loro con il tradizionale saluto ebraico: “Pace a voi!”.Il saluto ebraico aveva un significato profondo. Gli orientali danno alle parole un significato più ampio ed efficace, al contrario dei Romani che coltivavano la retorica come una semplice arte basata sul modo di usare le parole e sulla loro quantità che doveva essere elevata. Lo testimoniò Gesù stesso durante la sua vita terrena quando esortò i discepoli a non sprecare parole come i pagani ma a rivolgersi a Dio con un semplice termine il cui contenuto è immenso: Padre. Le parole pronunciate devono avere un'efficacia tangibile e non essere buttate al vento... Per entrare nella psicologia dei Romani, basti pensare ad un proverbio latino giunto fino a noi: “Verba volant, scripta manent”. Detto ciò, non sarebbe difficile comprendere il dramma di Abramo di fronte alla promessa di Dio: “La tua discendenza sarà più numerosa delle stelle del cielo”. Era una promessa fatta a voce ma aveva un'importanza enorme: il mantenimento di tale promessa, metteva in gioco la credibilità stessa di Dio... Il resto lo sappiamo: è su questo campo che Abramo diventa il padre di tutti i credenti: Dio, nonostante la promessa sembra comportarsi peggio degli uomini, sembra rimangiarsela e gli domanda in sacrificio l'unico figlio. È pure il dramma della passione del Figlio di Dio. Dio promette la vita eterna ma permette che l'uomo uccida suo Figlio! Gesù ha completato la Rivelazione di Dio: ha completato il Decalogo affidato a Mosè con la Legge della positività dell' Amore, “Beati voi”. Gesù diversamente da Mosè non scrive nulla: non ne aveva bisogno perché era il VERBO, la Parola fatta carne. La Legge non va scritta su tavole di pietra, simili ai cuori dell'uomo; la legge dell'amore va scritta sulla car