Al Shabaab ha riconquistato la città di Janale, 90 chilometri a sud di Mogadiscio, sede di una base della missione dell’Unione Africana (Amisom) teatro di un violento attacco la scorsa settimana. Lo riportano fonti concordanti e lo ha confermato il portavoce delle milizie islamiste, in armi contro il governo di Mogadiscio.
Nell’attacco alla base Amisom, i miliziani avevano ucciso almeno 12 soldati ugandesi e un numero imprecisato di militari somali, prendendo anche degli ostaggi. Al Shabaab ha messo a segno diverse vittorie nell’ultimo mese e ripreso il controllo di una serie di piccoli centri a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro nella regione della Lower Shabelle.
Il presidente Hassan Sheikh Mohamud ha sminuito le recenti vittorie che, ha detto, “non significano una ripresa in grande stile dell’insurrezione”, e sottolineato che le aree in questione “non sono di interesse strategico”.
Pur avendo subito grosse sconfitte sul terreno negli ultimi due anni, e avendo perso gran parte dei territori un tempo sotto il suo controllo, Al Shabaab costituisce ancora una minaccia per il paese, che sta cercando faticosamente di riprendersi da un conflitto durato più di 20 anni.
“La Somalia – ha ribadito Mahmoud - sta cercando di incoraggiare maggiori investimenti attraverso una serie di riforme e attirerà investimenti esteri diretti nel prossimo futuro”. La maggior parte degli investimenti privati, finora, è venuta dalla comunità di somali espatriati che ritornano nel paese.
a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
