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"Sono fotogenico" o sono stronzo?

Creato il 22 luglio 2012 da Carlo_lock
E' una domanda ovvia e sensata per chi ha visto il film Sono fotogenico, da molti critici ritenuto una delle prove migliori di Renato Pozzetto. Uscito sugli schermi italiani nei primi mesi del 1980, cointerpreti Edwige Fenech, Aldo Maccione, regia di Dino Risi.Il film ha degli squilibri di ritmo tra la prima e seconda parte, una farsa volgarotta e un'atmosfera uggiosa e malinconica strisciante dall'inizio alla fine ( sapientemente sottolineata dai panorami invernali del lago Maggiore), ma non smentisce quelli che sono i topoi recitativi del miglior Pozzetto, quelli più amati dal pubblico, l'ingenuità di provincia, l'uso smodato di parolacce, tormentoni del tipo: Io vado a pranzo da Simoni...e non rompetemi rompetemi i coglioni!Quindi a far parte del mondo del cinema, desiderio del protagonista, Antonio Barozzi, cosa ci si rimette? Bisogna essere fotogenici o stronzi? Lo spaccato del mondo del cinema che offre Dino Risi (con le "ospitate" di Gassman, Tognazzi e Monicelli nel ruolo di loro stessi) è fedele alla realtà, quanto amaro. Cioè: da rappresentante di finzione il mondo del cinema è finto anche nei rapporti umani, fatto di delusioni e false promesse. E il cinema, come buona parte del mondo dello spettacolo, è un'alterità alienata, un Paradiso di stronzi beati.Antonio Barozzi farà fatica a capirlo e noi ne ridiamo di questa incomprensione, come se il mondo fosse facile, come se tutti fossero aperti, disponibili. (E nella realtà dovrebbe essere così).....Fino alla fine, quando Pozzetto apre gli occhi, in un duetto indimenticabile con un magistrale Mario Monicelli, una "piazzata" antologica da vedere e rivedere.Ecco a voi....

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