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Sono il nuovo ragazzo della via Gluck

Da Daniele Vannini
Ad oggi, la maggior parte della mia vita l'ho trascorsa in un "paesiello" vicino Milano chiamato Cassina dè Pecchi.
I momenti che mi portano a ricordare tale cittadina sono soprattutto legati all'infanzia e alla sua zona rurale, ai "volgarmente" detti campi.
Questo perché, bene o male, ho sempre apprezzato la solitudine e l'avventurarmi da solo in campagna, e da sempre sono un elemento un pò malinconico.
Per uno come me, un giro in bicicletta in mezzo al verde con l'unica compagnia degli auricolari, veramente non aveva prezzo.
Era, papale papale, il mio modo speciale e preferito per allontanarmi da chi e da cosa mi faceva girare i coglioni.
Detto questo, tornare circa dieci, quindici anni, in quella natura che tanto ti ricorda la tua infanzia, l'innocenza e l'incredulità ormai persa, così come ti rammenta i tuoi primi "viaggi" in bicicletta con quel sapore unico, come fossi diretto verso chissà quale luogo segreto e misterioso, quel senso di libertà che provavi non appena imboccavi lo sterrato, come se potessi mettere un muro immenso tra te e tutto il resto ecc, ecc…ebbene tornarci dopo dieci o quindici anni può essere solo una cosa: TRAUMATICO.
Signori miei, non c'è più un cazzo, e quel poco che c'è è diventato finto, talmente finto che preferiresti dargli tu stesso il colpo di grazia.
Si certo, i campi ci sono, ok, ma non è più la stessa cosa.
Per esempio, io proprio non capisco questo rifiuto psicosomatico dell'essere umano alla naturale bellezza ed estetica del selvatico.
Intendiamoci, selvatico...stiamo parlando di campi, di zone agricole, mica della giungla cambogiana.
Ma almeno una volta erano campi, e gli permettevamo di farsi un pò di fatti loro a sti campi.
Oggi no, povere bestie è finita la pacchia !!! Adesso ti ritrovi la GREENWAY, con tanto di cartello annesso e connesso.
Sono il nuovo ragazzo della via Gluck© Daniele Vannini, 2011
La GREENWAY ?!?!?! Ma che cazzo è la GREENWAY ?!?!?!
A parte il fatto che trovarmi l'ennesima declinazione anglosassone anche tra i campi disseminati di sterco mi fa ridere; ma poi per che cosa? Una volta era VERDE, non GREEN, una volta erano sentieri sterrati e stradine sconnesse, non WAY di sassolotti tutti uguali. Soprattutto, una volta era verde per davvero.
Adesso, da una parte ci trovo una fila insignificante di alberelli orripilanti che da quanto fanno cagare sembra siano stati innaffiati con il Guttalax, e dall'altra gli ORTI COMUNALI, che sono di un triste ma di un triste che veramente non si possono guardare. Le zucchine tentano il suicidio ancora prima di maturare.
E poi le costruzioni. Sti palazzi, sti condomini maledetti, e pure di lusso.
Io dico, va bene che dobbiamo ospitare tutti i tunisini e i libici sbarcati a Lampedusa in questo periodo, e che per questo serve taaanto spazio, ma non posso rimanere indifferente alla vista di quello che anni fa era un meraviglioso campo di girasoli completamente raso al suolo e coperto dal cemento. Mi fa male al cuore, mi fa male all'anima cazzo.
Altra cosa, hanno abbattuto una cascina per farci un "non so che minchia sia" che sono certo c'era anche prima ma non si trovava li.
La cosa peggiore è che hanno lasciato giusto un pezzo di questa cascina, una torre, che adesso sta li a dirsi tra se e se: "oooh, quanto mi sento sola io piccola torre di questa vecchia cascina ormai scomparsa". Se avesse le palle e una pistola, sicuramente se le farebbe saltare.
Io li, dietro quella cascina a ridosso del corso d'acqua, mi andavo ad infilare quando ero triste, quando mi sentivo solo, arrabbiato.
Ci facevo un sacco di pensieri e riflessioni mentre mi fumavo le prime sigarette in quel buco di rovi e piante d'ortica, lontano da tutti e da tutto, e mi fermo qui.
E adesso, quel posto per me magico, non esiste più.
C'è solo il corso d'acqua con quei due grossi cilindri di cemento a ricordarmelo, ma che adesso è troppo "allo scoperto" per trasmettere lo stesso fascino e senso di segretezza.
Per paradosso, due cose mi ricordano veramente i bei tempi andati.
La prima, è questo affare orrendo di cui non conosco la natura e che, per assurdo, nulla ha di naturale.
Sono il nuovo ragazzo della via Gluck© Daniele Vannini, 2011
Gas, acqua, energia elettrica, marijuana, cocaina, caffè in grani…cosa faccia e cosa contenga non è rilevante.
Conta solo che è ancora li così come cazzo l'ho visto l'ultima volta.
L'affare è importante perché per me rappresentava una sorta di boa.
Arrivavo li, e in quel preciso istante sapevo che, voltando a destra, avrei trovato il verde pieno dei campi.
Bang, secco, da zero a cento in una curva di pochi gradi.
Era come se sentissi la qualità dell'ossigeno migliorare all'istante.
Fosse fantasia o realtà poco conta; era bellissimo, e lo è tuttora, perché andandoci ho riprovato la medesima sensazione.
La seconda è la cascina (un'altra) che si trova poco più avanti rispetto alla "cisterna/boa".
Sono il nuovo ragazzo della via Gluck
© Daniele Vannini, 2011
Tipico cascinale abbandonato diventato ormai discarica abusiva, con segni di degrado, vagabondaggio e miseria dovunque, graffiti, terra bruciata dai falò, vetri rotti, cocci e altre stronzate tipiche dell'incuria.
Ancora tutto uguale, ancora mi trasmette quel senso di disagio.
Giravano voci strane su questo posto, di riti satanici, crimini, sparizioni, di tutto un pò.
Vero o non vero, ha sempre destato su di me tanto fascino quanta paura.
Una volta bucai una gomma della bici proprio nel mezzo del cortile. Un mega chiodazzo arrugginito conficcato nel copertone.
Quella volta non ero in giro da solo, ma pensai ugualmente: "proprio nella cascina delle streghe doveva bucarsi sta fottuta gomma?".
E me ne sono tornato indietro a piedi, spingendo il mio adorato mezzo a due ruote, desideroso di allontanarmi da li il prima possibile, ma non potendo fare a meno di pensare che volevo tornarci altrettanto prima.
E adesso che sono cresciuto, ci torno, e mi manca qualcosa.
Eh si, la vita è dura, anche per i campi e la loro identità.
O forse, tutto questo è così magico solo per me, mentre era ed è sacrificabile per tanti altri.
O forse, più semplicemente e come predica Caparezza, "sono un fottuto nostalgico, non mi riprenderò mai".
In ogni caso, rivorrei i miei campi. Tenetevi pure la GreenWay.

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