Sono sicura che capirete

Da Flavialtomonte

Ho in testa, inferni, parole, giocatori nel pallone e rossi capelli. Faccio fatica a ricordarli tutti – che strano, non è da me – fino a ieri avevo in testa un’altra canzone. Eppure, è proprio quel motivetto che mi slega da tutti gli altri. Ecco perché ha vinto. Il tema attuale rende il festival come una sorta di esame di maturità – quale tema scegli? Quello più attuale, ovvio. Ma, c’è dell’altro. Se il tema è scritto bene, anche in un solo verso, attrae. Se un tema è ripetitivo si cestina ma, prendi una poesia! Accendi un’allegra sinfonia. Comincia a leggerla ad alta voce. Non te la scordi più. Fai finta che questa poesia venisse trasmessa per radio a intermittenza, e che le parole del ritornello ci tenessero attaccati alle casse – s’impuntassero – con una sola parola: inferno – ma anche paradiso avrebbe avuto lo stesso effetto.

Quello che ci lega al mondo è l’attualità, perché è ora e subito. Attuale come, il monologo di Alessandro Siani o le commediate dei Soliti Idioti. Un po’ meno attuali i discorsi in rewind del molleggiato, sarà che non compro riviste di chiesa né ascolto le filosofie religiose dei protestanti – senza nulla togliere alla Fede che è ben’altra cosa – ma l’avrei preferito più come cantante che come monologhista.

Lasciate fare agli attori, vi prego. Anche Pupo, voglio dire, non ha saputo tenere in piedi una scena, sembrava fuggito da casa per attaccare, così, senza motivo, eppure quando un’attore si incacchia, cacchio, il motivo ce l’ha e si vede.

Lasciate fare, agli attori, dico. Guardate la Cucciari che nella sua coerenza di comica ha fatto il suo elenco di destini per i conduttori del festival. Eh si, perché i conduttori eravamo un po’ tutti. Era Morandi, era Papaleo, era la Canalis, e tutto il resto del mondo. C’eravamo tutti a presentare quel paio di canzoni italiane. C’èrano tutti e chi non c’era doveva ancora arrivare: la Tatangelo, il gruppo di Ballando con le stelle, la Pellegrini e Platinet – insomma, era come sentirsi su di un altro pianeta.

E pensare che non volevo parlare di attualità (I tag di questo articolo si ricollegano appieno all’attualità. Sono sicura che capirete.)


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