Sosteniamo un importante progetto di ricerca alternativa sul cancro al seno!

Creato il 12 gennaio 2015 da Michelotto

Il logo del Kushi Institute

Questa è una di quelle notizie epocali da incorniciare e affiggere sulla parete, un'occasione unica che sarebbe un peccato mortale fare abortire.
Il Kushi Institute di Becket (Massachusetts), il principale centro  di macrobiotica no-profit al mondo che dal 1978 impartisce  corsi di studio certificati e altri servizi a chiunque sia interessato alla salute olistica, è più che mai in fermento (nonostante la recente scomparsa del suo fondatore, Michio Kushi), avendo in cantiere per il 2015 ed oltre diversi importanti programmi che dovrebbero segnare una svolta nella credibilità e nella diffusione della macrobiotica negli USA e nel mondo.
La notizia-bomba è che, fra questi, particolare rilievo riveste  un progetto che vedrebbe la collaborazione degli esperti del suddetto istituto con due ricercatori medici di due università private, la John Hopkins University e la Tufts University per verificare l' efficacia della dieta macrobiotica rispetto alle terapie convenzionali nel trattamento di forme avanzate di tumore al seno.
L' ambizioso progetto, che non ha precedenti, consiste in uno studio randomizzato che terrà sotto stretto controllo per due anni due gruppi di donne:  uno dei quali riceverà i trattamenti medici convenzionali, mentre l' altro adotterà una dieta impostata secondo i criteri della macrobiotica. Ogni ammalata  del secondo gruppo, oltre ad avvalersi di lezioni teoriche e di cucina (che avranno luogo all' università di Tufts, la struttura più vicina al Kushi Institute), sarà seguita personalmente da un insegnante-consulente con cui rimarrà in stretto contatto per tutta la durata dell' esperimento e terrà un diario su cui riporterà tutti i cambiamenti da lei notati.
Il compito dei ricercatori sarà invece quello di monitorare  i vari biomarcatori di questa malattia, come cellule cancerose circolanti, fattori di crescita insulino-simili (IGF) ed altri, per valutarne in modo documentabile l' andamento. 
Gli ideatori dell' esperimento sono per ora ottimisti, sicuri di poter dimostrare la validità di questo tipo di approccio al mondo accademico e al pubblico in generale, in modo che il modello dietetico da loro proposto sia ufficialmente riconosciuto come fondamentale nella prevenzione e nel trattamento di questa patologia così diffusa.
L' idea era nata lo scorso ottobre in occasione di un seminario sul cancro al seno organizzato dal Kushi Institute al quale avevano partecipato i due ricercatori di cui sopra e che aveva come ospite la sig.ra Josephine Floyd, una sopravvissuta al cancro al seno, fra i casi più recenti, che non ha dubbio alcuno nell' attribuire la sua guarigione alla pratica macrobiotica (qui in basso c'è una sua video-intervista in cui racconta la sua storia col suo passato di eccessi in latticini, dolciumi e alimenti raffinati, il suo incontro col Kushi Institute e la scoperta dell' importanza determinante di certi cibi per rinforzare il sistema immunitario nell' affrontare questa malattia).
Non conosco i dettagli di questo progetto, e le poche notizie qui riportate le ho apprese dalle newsletter di Alex Jack, il direttore esecutivo del Kushi Institute e coautore de "La dieta per la Prevenzione del Cancro", ma  è fin troppo facile notare la sua stretta similitudine col famoso Progetto DIANA che il nostro illustre oncologo prof. Franco Berrino ha diretto e concluso con brillanti risultati negli anni passati, rispetto al quale però il progetto americano presenta interessanti differenze. Questo infatti  prende in considerazione ammalate in avanzato stato, e non soggetti a rischio di malattia o di recidiva, e poi si vogliono confrontare i due tipi di trattamento per mettere in luce le  differenze nel decorso e negli esiti. Inoltre qui si parla in modo più preciso ed esplicito di macrobiotica e non di una qualsiasi dieta vegetale e organica (sebbene il modello sperimentato e confermato dai risultati del Progetto DIANA sia sostanzialmente uguale), perciò anche questo servirà a far luce sul ruolo di questo specifico approccio nelle malattie degenerative.
Fin qui tutto bene, ma purtroppo i problemi sono altri.
Come ho già raccontato tempo fa in alcuni miei post ("Contro ogni pronostico", "I Magnifici Sei"), il Kushi Institute non è nuovo a queste proposte: già nel 1977 aveva redatto un dossier riportante 9 eccezionali casi di guarigione da vari tipi di tumore, scelti fra la sua casistica, spedito poi a vari istituti di ricerca sul cancro (io ne possiedo ancora una copia). Non so quale sia stata la reazione degli istituti, ma di sicuro si sa quello che è capitato alla dottoressa Vivienne Newbold, che negli anni '80, in seguito alla guarigione, sempre grazie alla macrobiotica, di suo marito affetto da un cancro incurabile secondo la medicina ufficiale, sottopose il caso all' attenzione prima dell' American Cancer Society e poi del National Cancer Institute, ma senza successo.
Così, pensando che un solo caso non fosse sufficiente a scomodare le istituzioni mediche, si diede da fare nella ricerca di altri casi simili e, quando ne trovò altri sei, fece redigere le loro storie in modo ben documentato da un redattore professionista in ricerca scientifica (tutto a sue spese) e le presentò ad alcune riviste scientifiche mediche tra le più prestigiose, nella speranza di vederle pubblicate. Ma nemmeno questa mossa riusci ad ottenere attenzione da parte delle riviste che giudicarono i casi "di non sufficiente interesse".
Per fortuna poi le storie riportate dalla dottoressa Newbold, rimasta profondamente delusa e scioccata dalla precedente esperienza, sono state incluse, assieme ad altre simili, in un libro redatto dalla East-West Foundation (l' associazione di cui fa parte il Kushi Institute), "Cancer Free", che riporta trenta casi in tutto di ex-malati terminali delle più disparate forme di tumore e guariti semplicemente e soltanto grazie alla macrobiotica.

Ma ancora più significativa di questa storia (che ci racconta  qui la stessa protagonista) è stata l' esperienza del Kushi Institute in campo istituzionale, come dicevo poc'anzi. Nei primi anni '2000 aveva sottoposto all' esame di un apposito comitato governativo (preposto a vagliare rimedi medici alternativi) sei casi di guarigione da diversi tipi di cancro, scelti fra i più eclatanti, convincendo all' unanimità una commissione di 15 membri fra medici, scienziati e naturopati a chiedere sussidi statali per proseguire la ricerca nella direzione della macrobiotica (tengo a sottolineare che nessun approccio alternativo è finora riuscito a mettere insieme una documentazione altrettanto corposa e qualificata da indurre la suddetta commissione ad una decisione simile).
Ironia della sorte, i fondi assegnati al K. I. furono stabiliti in 75.000 dollari, una somma giudicata esigua  per portare a termine una simile sperimentazione (enormemente più modesta di quella impiegata per la ricerca farmaceutica). Insomma l' ennesima conferma, qualora ce ne fosse bisogno, degli inciuci esistenti fra istituzioni e lobby farmaceutica, un sistema che all' apparenza sembra imparziale, tendendoti una mano, ma poi trova sempre il modo per fregarti comunque.
Perciò la prossima volta che l' imbecille di turno vi dice che i rimedi alternativi sono pericolosi o non provati scientificamente siete autorizzati a mandarlo a quel paese, perchè si tratta del solito ignorante, disinformato o in malafede.
Per tutte queste ragioni, come si può capire, non si può fare affidamento sulla politica e sulle istituzioni, perciò per mandare avanti progetti come quello di cui ho parlato è necessario aiutare chi se ne fa promotore con qualche donazione.
Io mi sono semplicemente improvvisato portavoce dell' appello che Alex Jack e la sua comunità macrobiotica ha rivolto accoratamente a chi crede in quello che fanno e nei loro programmi a breve.
Chi vuole donare può farlo utilizzando l' apposita voce  situata in fondo alla pagina cui si accede attraverso questo link; chi invece desidera maggiori informazioni in merito al progetto può rivolgersi a questo indirizzo:
grassrootsgiving@kushiinstitute.org
 
Michele Nardella

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