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Spagna: 4 anni di tasse non pagate chiesti agli operatori poker online

Creato il 23 maggio 2012 da Poli @PoliPoker_

Poker Texas HoldemIl primo giugno, giorno che segnerà l’entrata in vigore della Regulación Del Juego del 2011, è alle porte e con la sua attuazione gli operatori privi di licenza dovranno abbandonare il mercato del poker online iberico.

Per chi intende restare, oltre all’onere di munirsi della concessione governativa, anche il dover far fronte a quattro anni di tasse arretrate, e dovute secondo il governo spagnolo, per il periodo in cui le room.com hanno operato e prosperato senza alcuna licenza.

In questo modo il rilascio delle necessarie autorizzazioni e, di conseguenza, l’abbandono o meno di questo mercato vengono ad essere condizionati al soddisfacimento di tale richiesta.

Essa riguarda i circa 40 players del settore poker online che avevano presentato domanda per la loro regolarizzazione; tra questi: PokerStars, PartyPoker, iPoker, Ongame, Ladbrokes e GTECH.

Questa nuova pretesa governativa è avvenuta a pochi giorni dal lancio delle nuove licenze ed ha lasciato perplessi molti operatori del settore. Lo stesso CEO bwin.party , Norbert Teufelberger, ha commentato affermando che la Spagna non ha alcun diritto di chiedere quattro anni di tasse non pagate.

Nonostante tale dichiarazione, è stata proprio la multinazionale europea la prima a sopperire alla pretesa spagnola intestando ad essa un assegno da 33,6 milioni di euro: 25,6 milioni per il pagamento delle tasse più altri 8 a titolo di interessi e maggiorazioni. Si tratta di un importo autodeterminato in quanto le richieste del fisco erano di circa 60 milioni.

Dopo bwin.party anche Sportingbet ha rilasciato un comunicato in cui dichiara di accettare di pagare 17.2 milioni di euro al fisco in cambio dell’accesso all’utenza spagnola dal mese di giugno. Anche in questo caso si tratta di un importo stabilito dalla compagnia e dunque inferiore a quello chiesto.

Per Quanto riguarda PokerStars, la compagnia non ha rilasciato ancora alcun comunicato anche se un accordo da parte della room sembra essere molto probabile, così come appare possibile il pagamento di un importo inferiore ai 200.000 milioni di euro riportato nella cartella esattoriale.

 


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