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Spalletti: "Totti? Dovevo mettere ordine. Decida cosa vuole fare"

Creato il 22 febbraio 2016 da Noisiamolaroma
Spalletti: L'Olimpico ha applaudito Totti e fischiato lui. Che dalla panchina ha visto la sua Roma strapazzare il Palermo per 5-0. Luciano Spalletti si gode i tre punti, ma il caso Totti si è preso inevitabilmente la scena. Quando gli dicono che Keita ha dichiarato nel pre-partita che bisognava vincere, e poi far festa per dimenticare la vicenda e ripartire tutti insieme, Spalletti risponde: "La ricostruzione di Keita mi piace, è assolutamente bella e sono d'accordo. Ma la situazione è già passata. Francesco ha visto la partita qui allo stadio, è stato con noi negli spogliatoi e domani torna ad allenarsi. Quello di stamattina è stato solo un momento di rabbia di malessere che è comprensibile, il giocatore si sente ancora un giocatore e vuole far quello. Se c'è stato tanto rumore per nulla? Beh, se lo fa il più grande giocatore del dopoguerra, succede questo..."
Poi il tecnico giallorosso torna sulla vicenda di stamattina, che ha portato all'esclusione di Totti dal ritiro: "Certo che avrebbe giocato stasera, non è che vado a raccontare bugie in conferenza stampa... Questa mattina è successo che, in base a quello che era venuto fuori dalle sue dichiarazioni, dappertutto si parlava di questa situazione. Io il giorno prima li avevo pregati di mettere alle spalle la Champions e riordinare le idee per una gara che sembrava facile. Ho chiesto concentrazione, un aiuto. Poi viene fuori questa situazione che depista l'interesse della squadra, ci sono ruoli e devi avere a che fare con tutti e non un solo calciatore. Dovevo per forza mettere ordine alla reazione a caldo di Francesco. Perché è vero che lui è un grande campione e che merita rispetto, ma il rispetto lo devo anche a tutti gli altri, altrimenti quando uno vuole convoca una conferenza stampa e si mette a parlare, che modo è... Ho avvertito la società dopo che ho preso questa decisione - prosegue Spalletti -, c'è stato grande dispiacere, non volevo ma il mio ruolo è questo, dobbiamo dare dei segnali alla squadra, la società mi ha chiamato perché la situazione non andava e devo stare attento a quello che faccio, forse era un po' nervoso e qualcosa ha detto. Quando è nervoso i missili gli partono... Mi dispiace, non voglio alcun duello con nessuno, voglio solo che la Roma faccia risultato".
"Il rinnovo di Totti? Se vi ricordate, io già ho parlato di questo nella conferenza di presentazione, so che diventerà la cosa principale, io dissi che non voglio entrare in questa situazione, deve decidere lui, io gli ho messo a disposizione, quando ho parlato con Totti e Vito Scala, qualsiasi ruolo. Vuoi essere come Giggs?, gli ho chiesto. Dietro la sua storia ci si può costruire tutto, lui può fare ogni ruolo, dentro questo ambiente ha un carisma unico, tutti seguiranno una traccia quando lo vorrà lui. Vuoi fare Nedved? Vuoi fare il calciatore? Ok, ma sappi che però io non ti regalo niente! Lui fa il giocatore? Va bene, ma io faccio l'allenatore".
"Io qualche debolezza l'ho avuta, in casa ho una parete con tante maglie, di Totti ho 7-8 maglie, mio figlio mi ha detto 'Babbo, che fai, litighi con Totti?'. Sono affranto, non voglio fare queste cose. Lui si è allenato spesso e bene ultimamente, ha contribuito ad alzare il livello dell'allenamento, il piede è sempre quello, eh. La società sa che se Totti chiederà qualsiasi cosa, io sto dalla sua parte, io so quello che è Roma e la bellezza di questo ambiente, stasera i tifosi invocavano il suo nome e hanno fatto bene per quello che ha fatto vedere, c'è assoluto rispetto per la sua storia. Ora però ci sono scelte da fare. Se continua così qualche partita la giocherà, stasera lo avrei messo dall'inizio e avrei visto quanto durava, però non posso accettare che lui dica quelle cose. Noi abbiamo tanti giocatori in squadra, De Sanctis, Maicon, Salah, Keita, io devo mettere ordine perché sono stato chiamato per fare questo".
Spalletti racconta anche un siparietto con il capitano prima del match con il Palermo: "Negli spogliatoi ci siamo salutati e gli ho detto: 'Dove la vedi la partita?'. Lui mi ha risposto 'Nel palchetto'. Gli ho chiesto: 'Io posso venire?' e lui 'No, lì ci sono solo amici miei', al che gli ho detto: 'Allora se mi chiedi di portarti in panchina non ti porto, qui c'è solo gente che io convoco...".
Spalletti analizza così la prestazione dei suoi: "Stasera è stata una prestazione impeccabile, poteva sembrare facile ma quando arrivi da una gara di Champions c'è sempre un possibile calo nell'approccio alla partita. Invece i ragazzi hanno ricaricato le pile, fatto giocate importanti e hanno fatto gol, contro un avversario molto carico".
(fonte: gazzetta.it)

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