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Speciale italoamericani: Umbertina - Helen Barolini

Creato il 30 novembre 2014 da La Stamberga Dei Lettori
Speciale italoamericani: Umbertina - Helen Barolini

Helen Barolini (nata Mollica) nasce a Syracuse, nello stato di New York, nel 1925, da genitori di origine italiana: i nonni materni emigrarono negli anni ‘80 dell’Ottocento dalla Calabria, quelli paterni dalla Sicilia.
Dopo essersi laureata con il massimo dei voti alla Syracuse University e aver conseguito una laurea di secondo livello alla Columbia University, si reca in Europa, dapprima per studiare letteratura inglese contemporanea a Londra, poi in viaggio come corrispondente per il “Syracuse Herald Journal” e infine in Italia.

Speciale italoamericani: Umbertina - Helen BaroliniNel 1950 sposa lo scrittore e giornalista italiano di origini venete Antonio Barolini, per il quale tradurrà articoli che saranno poi pubblicati negli Stati Uniti da "The New Yorker", "Report" e altre pubblicazioni periodiche. Tra gli anni Cinquanta e Settanta vive con la famiglia un po’ in Italia, tra Roma e il Veneto, e un po’ negli Stati Uniti, dove tornerà a stabilirsi dopo la morte del marito nel 1971.
A partire dagli anni Settanta si dedica agli studi sulla letteratura e l’identità italoamericana, in particolare quella femminile. È autrice di diversi romanzi (Umbertina, Love in the Middle Ages, Crossing the Alps), alcune raccolte di poesie in inglese e in italiano, saggistica, ed è anche curatrice della prima raccolta interamente dedicata alle autrici italoamericane: The Dream Book: an Anthology of Writings by Italian-American Women (1985).
Speciale italoamericani: Umbertina - Helen Barolini Attraverso le vite di tre donne straordinarie, Umbertina ricostruisce la storia degli italoamericani dall’esodo di massa di fine Ottocento fino ai nostri tempi- Il romanzo si apre sulle vicende della donna che gli dà il titolo: una vera matriarca che, partita da un borgo poverissimo della Calabria interna, grazie a una volontà ferrea e a un senso primario e concreto della vita e delle cose che contano, sarà “il vero uomo della famiglia”, capace di decidere per il bene di tutti e di sottrarsi a un destino di precarietà nei ghetti degli emigranti a New York, sostituendolo con un florido stile di vita borghese. Marguerite, sua nipote, proverà a riallacciare il legame perduto con l’Italia; andrà a vivere dall’altra parte dell’oceano e sposerà uno scrittore italiano, ma la sua sarà un’esperienza ben diversa da quella della nonna, un’esperienza d’amore e di tormento. Tina, figlia di Marguerite, sarà infine il risultato ambiguo di una doppia appartenenza, all’Italia e all’America. Vicina alla grande matriarca persino nel nome, sarà lei a compiere il vero viaggio di ritorno alle radici, a riannodare fili interrotti e coscienze spezzate alla luce di una nuova consapevolezza, di un nuovo protagonismo femminile.

Recensione

Leggere Umbertina può essere assai difficile. Non tanto per i contenuti o lo stile ma per mere ragioni pratiche. Si tratta di un romanzo con una storia editoriale piuttosto travagliata, con poche edizioni presto scomparse dagli scaffali nonostante sia sempre citato, al fianco de Il Padrino di Puzo, come uno dei punti cardine dell’epica scritta dagli italoamericani nella seconda metà del Novecento.
La prima edizione di Umbertina è del 1979 ma anche negli Stati Uniti è stato necessario attendere il 1999 per averne una seconda. La prima traduzione italiana è comparsa nel 2001 per Avagliano Editore e attualmente è fuori catalogo. Per leggere questo libro, dunque, bisogna armarsi di una certa pazienza e sperare in una biblioteca ben fornita che lo abbia disponibile al prestito o in bancarelle particolarmente ben fornite del mercato dell'usato.
Ne vale la pena? Decisamente sì.

Pur essendo ispirato alla storia della famiglia dell’autrice, Umbertina è un’opera di fantasia in cui si racconta la storia della famiglia Longobardi, dalla partenza per l’America di Umbertina a fine Ottocento da un piccolo paese montano della Calabria, fino alla piena accettazione della bisnipote (Umber)Tina delle sue origini e della propria identità.
Il romanzo è diviso in tre parti, ciascuna intitolata alla protagonista di cui narra le vicende. La prima, “Umbertina”, ripercorre l’arrivo a New York con il marito e i figli, dall’inizio in ristrettezze economiche nei bassifondi di Manhattan, alla conquista della stabilità economica e dello status borghese a Cato. La seconda, “Marguerite”, narra il ritorno in Europa della nipote di Umbertina, a cui da piccola non è stato nemmeno insegnato l’italiano, il viaggio in Italia per cercare le proprie origini e il matrimonio con un intellettuale e poeta veneziano più maturo, la vita nel soffocante ambiente culturale romano perpetuamente divisa tra la propria educazione americana, che la spingerebbe a ignorare le proprie radici culturali, e la chiusura degli italiani, ancora arretrati anche per quanto riguarda la vita accademica e il diritto familiare (basti pensare, in particolare, al diritto al divorzio). È questa la parte più sentita del romanzo, in parte perché Marguerite condivide alcuni tratti biografici con la sua autrice (la sua appartenenza alla terza generazione italoamericana, la vita matrimoniale divisa tra Italia e Stati Uniti, il matrimonio con un intellettuale veneto), in parte perché la descrizione della vita culturale autoreferenziale romana degli anni Sessanta, di cui molti protagonisti sono assolutamente riconoscibili e che culmina nel vuoto della serata di consegna del Premio Strega. La terza parte, “Tina”, rappresenta il momento di sintesi. La figlia di Marguerite, testarda e concreta come la sua progenitrice emigrata negli Stati Uniti, riesce infine a trovare il modo di integrare le sue due culture e a chiudere il cerchio.

Senza essere un vero romanzo storico (le vicende storiche fanno capolino soltanto qua e là sulla pagina, appena accennate), Umbertina mostra in modo convincente le difficoltà non tanto dell’integrazione degli italiani in America, quanto quelle della sintesi per chi, ormai alla terza o quarta generazione, si trova a doversi costruire una propria identità americana, senza rinunciare completamente alla propria identità culturale, per quanto talvolta percepita come soffocante.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Umbertina
  • Titolo originale: Umbertina
  • Autore: Helen Barolini
  • Traduttore: Susan Barolini e Giovanni Maccari
  • Editore: Avagliano Editore
  • Data di Pubblicazione: 2001
  • Collana: Transatlantica
  • ISBN-13: 9788883090160
  • Pagine: 511
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 17,56 (fuori catalogo)

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